MUSEO DELL'AUTOMOBILE DI TORINO

A Torino, Cino Zucchi Architetti, in collaborazione con Recchi Engineering e Proger, ha completato la ristrutturazione del Museo dell’Automobile, un progetto che ha dato nuova vita all’edificio trasformandolo in un polo espositivo contemporaneo e avveniristico, oggi nuovo landmark cittadino.
Città: TORINO
Nazione: ITALIA
Tipologia: CULTURA ED EVENTI
Engineering: PROGER | BMS PROGETTI
Progettista Architettonico: CINO ZUCCHI ARCHITETTI
Inaugurazione: 2005
Nato nel 1960 su disegno di Amedeo Albertini, in una delle zone più simboliche della città, al margine del quartiere che ha ospitato l’Esposizione Universale del Lavoro tenutasi nel 1961, il museo raccoglieva una ricca collezione di automobili inneggiando a uno degli oggetti dei desideri del periodo del boom economico italiano. 
Nel corso degli anni l’edificio ha poi perso l’antico splendore di pari passo con il quartiere in cui sorgeva, diventato presto parte di un’anonima periferia residenziale. 
L’intervento di Cino Zucchi Architetti, svoltosi in concomitanza con una serie di grandi eventi pubblici, come i Giochi Olimpici invernali del 2006 e le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, ha dato nuovo vita alla struttura, trasformandola in uno spazio museale contemporaneo attraverso uno sforzo progettuale che ha previsto la revisione del rapporto tra il fabbricato e lo spazio urbano circostante, l’ampliamento e il rinnovamento degli spazi interni e l’integrazione tra nuovo ed esistente. 
Caratterizzato da una lunga facciata convessa vetrata di 114 metri, affacciata su corso Unità d’Italia, l’edificio era composto da due ali connesse tra loro da due collegamenti sopraelevati sostenuti da piramidi rovesciate di calcestruzzo armato. Nell'angolo nord, invece, era posizionato l'auditorium, strutturalmente e volumetricamente indipendente.  
L’originale e sorprendente facciata non è stata modificata ma è stato totalmente ripensato il suo attacco a terra abbassando l’altezza della scarpata che ha permesso di portare alla luce i locali precedentemente interrati dando vita a un nuovo ingresso vetrato. 
È stato poi realizzato a ridosso delle due ali un nuovo volume sul lato ovest, è stato ampliato la struttura dell’auditorium e sono stati inseriti, lavorando per innalzamenti e allargamenti, nuovi spazi nei due collegamenti. 
L’integrazione tra vecchio e nuovo è stata risolta con l’utilizzo di una pelle vetrata serigrafata che, come un nastro sinuoso, riveste completamente la nuova ala ovest e prosegue lungo il fianco dei volumi esistenti. 
Infine, la corte interna, che si estende su una superficie di circa 1.000 metri quadrati, è stata trasformata da mero spazio risultante tra gli edifici nel nuovo cuore del progetto, un “giardino d’inverno” rivestito con moduli di alluminio con fori di dimensione variabile. 

Crediti fotografici: Cino Zucchi Architetti
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