NMOQ - MUSEO NAZIONALE DEL QATAR

Dopo il Museo Louvre di Abu Dhabi, lo studio francese di fama internazionale Ateliers Jean Nouvel firma un altro importante progetto culturale, il Museo Nazionale del Qatar (NMoQ), un’architettura all’avanguardia che celebra il passato e il futuro della nazione.
Città: DOHA
Nazione: QATAR
Tipologia: CULTURA ED EVENTI
Progettista Architettonico: ATELIERS JEAN NOUVEL
Status: REALIZZATO
Inaugurazione: 2019
A caratterizzare il progetto è la sua copertura, una scultura sfaccettata ispirata in parte alla forma della “rosa del deserto”, la formazione sedimentaria tipica dei paesi desertici. 
Con i suoi dischi curvi, disposti seguendo una pianta ad anello che ricorda l’impostazione del caravanserraglio, tradizionale luogo chiuso usato per la sosta delle carovane che attraversavano il deserto, le loro intersezioni e i loro aggetti, il museo fonde insieme qualità architettonica, spaziale e sensoriale a cui si aggiunge un forte richiamo anche alla storia. 
Il complesso, infatti, sorge intorno all’antica struttura del Fariq Al Salatah Palace dello sceicco Abdullah bin Jassim Al-Thani, un tempo dimora della famiglia reale del Qatar e sede dell’originale Museo Nazionale. 
Questa combinazione di elementi ha portato Jean Nouvel ha elaborare il complesso partendo direttamente dall’utilizzo di un software 3D in grado di controllare sin dall’inizio lo sviluppo del progetto, portato avanti anche con la collaborazione dello studio di engineering Arup. 
Hanno così preso forma 539 dischi, con un diametro che varia dai 14 agli 87 metri, dando vita a quello che l’architetto francese chiama “eventi architettonici in miniatura”, rimandando alle formazioni di cristalli di gesso intrecciati che emergono dalla sabbia per formare questi straordinari affioramenti superficiali fioriti. 
Su una superficie di oltre 33 mila metri quadrati trovano posto migliaia di reperti, manufatti e documenti storici oltre a pezzi commissionati appositamente ad artisti nazionali e internazionali che si inseriscono raccontando tre periodi della storia del Paese, l’inizio, la vita in Qatar e la sua costruzione, all’interno di ben 11 gallerie interconnesse da un sinuoso percorso lungo un chilometro e mezzo. 
Ad enfatizzarne la complessità geometrica, inoltre, concorre anche il rivestimento dei 76.000 pannelli di cemento armato in fibra di vetro col sabbia, che interrompe le superfici e riporta a una dimensione più intima gli aggetti e i cortili interni. 
"Immaginare una rosa del deserto come punto di partenza del progetto è stata un'idea molto avanzata, anche utopica direi. Per costruire un edificio con grandi dischi curvi, intersezioni e angoli aggettanti - il tipo di forme create da una rosa del deserto - abbiamo dovuto affrontare enormi sfide tecniche. Questo edificio infatti è tecnologicamente all’avanguardia, così come il Qatar stesso. Di conseguenza, è un oggetto totale: un'esperienza architettonica, spaziale e sensoriale, con spazi interni che non esistono da nessun'altra parte." – ha raccontato l’architetto francese. 

Crediti fotografici: Iwan Baan, Danica O. Kus

Pubblicato su Modulo 418, marzo/aprile 2019
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