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A vincere è il team guidato da Sant'Ilario, società cooperativa edilizia (proponente) e da Caputo Partnership International (progettazione architettonica, urbana e urbanistica). Previsti: tre nuove piazze, 307 nuove abitazioni di edilizia residenziale sociale in vendita e affitto, 41.500 mq di parco, 900 nuovi alberi.
Tre nuove piazze, 307 nuove abitazioni di edilizia residenziale sociale in vendita e affitto, 41.500 mq di parco, 900 nuovi alberi e la copertura del 65 per cento della superficie con aree verdi. Ed ancora: un mix funzionale con 55.800 mq di spazi aperti pubblici e 2.723 mq per servizi convenzionati. Sono i numeri del progetto «Lambrate Streaming», che si aggiudica la rigenerazione dello Scalo Lambrate vincendo Reinventing cities, il bando internazionale indetto dal Comune di Milano insieme a Fs Sistemi Urbani (proprietaria dell'area) e a C40, il network di amministrazioni impegnate nella lotta al cambiamento climatico.

A vincere è il team composto da Sant'Ilario, società cooperativa edilizia (proponente), Caputo Partnership International (progettazione architettonica, urbana e urbanistica), Tekne Spa (progettazione ambientale, strutturale e impiantistica), Pro Iter Srl (progettazione ambientale urbana, mobilità e infrastrutture), Ambiente Italia progetti Srl (progettazione ambientale, risorse e regime idrico), studio arch. Franco Giorgetta (progettazione paesaggistica), Consorzio Poliedra - Politecnico di Milano (progettazione processi socio-partecipativi), con il contributo di Giorgio Milani (installazione artistica), Ernst & Young (piano economico-finanziario) e Guido Bardelli (aspetti legali e urbanistici).

«L'area non è degradata, ma è un'area marginale per la sua struttura e per la sua storia. È un sito in trasformazione che si sta arricchendo culturalmente, mi riferisco in particolare ai laboratori del Teatro alla Scala che si insedieranno a poche centinaia di metri (dall'ex Scalo, nda)», ha ricordato Paolo Caputo, architetto alla guida di Caputo Partnership International. L'obiettivo è trasformare l'area da marginale a cerniera tra Città Studi, Lambrate e Ortica, ha spiegato ancora il professore. La mancanza di piazze nel quartiere ha condotto i progettisti a disegnare il masterplan dando un peso preponderante a tre piazze, basilari per creare una centralità urbana. Il progetto prevede inoltre la realizzazione di un grande parco, presidiato socialmente e ricco di attività. Al piano terra dei sei edifici si svilupperanno i servizi.

Le piazze, quella centrale lastricata e quelle di testa sistemate a giardino, sono elementi di integrazione ed estensione del parco. Il sistema viario, che prevede anche due ciclabili, è pensato per assicurare la massima permeabilità dell'area, connettendosi con l'esistente. La zona è stata inoltre pensata come un'area a traffico limitato.

Il muro delle ferrovie, grazie anche al lavoro dell'artista Giorgio Milani, sarà trasformato in un muro della memoria, «sarà un racconto poetico legato alla storia delle ferrovie e dello scalo ferroviario di Lambrate, alla storia sociale connessa a questo scalo con l'arrivo degli immigrati e sarà anche legato alla cultura operaia che ha accompagnato lo sviluppo di Lambrate», ha proseguito Caputo. 

Sono previsti: un polo culturale e ricreativo per mostre ed esibizioni, servizi per l'infanzia, spazi di coworking, un centro di aggregazione giovanile e a supporto di categorie fragili, attività commerciali di vicinato. Per la progettazione di dettaglio degli spazi pubblici sarà garantito un processo di ascolto e coinvolgimento di cittadini e stakeholder.

Il verde nel progetto avrà un ruolo centrale. «Sarà caratterizzato da una forte biodiversità realizzata da una sequenza di zone arboree e aree verdi fruibili», ha spiegato Gloria Montini dello studio arch. Franco Giorgetta di Milano. «L'impianto strutturale del progetto paesaggistico - ha proseguito - è formato da due anime verdi che pulsano insieme: quello della natura selvatica e quello della natura domestica».

L'acqua piovana sarà riutilizzata per l'irrigazione e per la creazione di colture idroponiche, ed anche per la formazione di elementi paesaggistici, quali canali d'acqua, fossi verdi, fontane e giochi d'acqua. «L'acqua sarà un altro tassello della biodiversità grazie alla flora e alla fauna acquatiche», ha sottolineato Montini.
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