Pubblicato il 12 maggio 2020

PROGETTO CMR PER DESIGN FORCE IL FUTURO DEI PUBLIC SPACES: DA SMART CITY A SAFE CITY

Progetto CMR partecipa alla Design Force costituita dal DesignTech Hub di MIND Milano Innovation District, per immaginare il nuovo mondo in cui vivremo post Covid-19. La task force, composta da un pool di una ventina di studi di architettura e design nazionali e internazionali, al fianco di professionisti che spaziano dal mondo della ristorazione a quello della scuola e della sanità, ha l’obiettivo di stilare linee guida e spunti concreti per individuare possibili soluzioni che integrino design e tecnologia, nel breve, medio e lungo periodo.
Il paper “DesignTech for Future” sarà sviluppato a partire da 13 tavoli di lavoro tematici che indagheranno la trasformazione degli spazi della vita quotidiana, rendendoli sicuri ed adatti alla socialità post pandemia: Real Estate, Living, Workplace, Healthcare, Ristorazione, Retail, Banking, Hospitality, Public Spaces, Mobility, Supply Chain, Social Innovation, Education  L’emergenza sanitaria del Covid-19 pone quale urgenza il ripensamento degli spazi urbani, in un’ottica che possa favorire un maggior senso di tranquillità, sicurezza e vivibilità. La nuova soglia progettuale dovrà dunque considerare, almeno in un primo periodo, il distanziamento sociale come elemento dominante: i luoghi dell’ospitalità, dell’intrattenimento, della ristorazione, del commercio dovranno adattare i propri spazi per rispettare le nuove indicazioni, e così anche gli spazi aperti e di aggregazione.
Passata la crisi il concetto di “smart-city”, che ha dominato l’agenda urbana degli ultimi anni, non sarà più sufficiente. Il passo ulteriore da compiere sarà quello verso la safe city: modelli di città dove la tecnologia dialoghi con la necessità di sicurezza e di controllo degli spazi. I requisiti smart e safe saranno entrambi fondamentali per la pianificazione urbana contemporanea, che tenderà verso un nuovo concetto di città multicentrica lontane dal modello di megalopoli, che oggi vediamo. 
Si potrà, dunque, immaginare una città rifunzionalizzata in più aree che possano offrire servizi adeguati ai cittadini evitando il concentramento di alcune attività in pochi punti (istruzione, commercio, servizi alla salute, welfare territoriale), promuovendo un sistema di trasporto sostenibile.
I luoghi di aggregazione andranno ripensati, compresi anche quelli deputati agli eventi sportivi, per far sì che le persone tornino a viverli con serenità. In questi contesti la gestione dei flussi di entrata e uscita diventerà prioritaria per poter garantire la sicurezza di tutti. 
Una valida soluzione potrà essere quella di prevedere spazi di decompressione dove intrattenere le persone con esperienze differenziate durante l’inevitabile attesa per entrare o uscire dalla struttura sportiva, senza correre il rischio di un grande assembramento in un unico luogo. 
Un’altra idea potrebbe essere quella di immaginare strutture sportive che, all’occorrenza, possano essere impiegate come punti di accoglienza in situazioni eccezionali di emergenza sanitaria, fungere quindi da supporto strategico agli ospedali. In un’ottica di evoluzione del modo di vivere gli spazi collettivi, le relazioni architetto-committente e architetto-fornitore devono essere rivalutate a vantaggio di un ampliamento di competenze del team di progetto. Infatti le conoscenze di tutti i soggetti coinvolti dovranno integrarsi per arrivare a soluzioni (architettoniche, immobiliari, tecnologiche) che tengano conto delle esigenze di tutti, in primis degli utenti a cui gli spazi saranno destinati.

Vai alla scheda dello studio di progettazione: PROGETTO CMR
Categorie: Architettura