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“Facendo riferimento al layout delle principali città internazionali, Shenzhen ha lanciato il piano di costruzione delle ‘Dieci principali strutture culturali nella nuova era’.
La Shenzhen Opera House, il progetto più importante fra i dieci, dovrebbe portare nuova vita culturale alla città, presentandosi come un indirizzo per l'arte di livello internazionale, una nuova piattaforma globale per gli scambi culturali in GBA (Guangdong-Hong Kong-Macao Greater Bay Area), un nuovo punto di riferimento culturale di Shenzhen e un salotto per il pubblico dell’arte”: questo l’obiettivo del concorso, lanciato ad inizio 2020 e che ha coinvolto – su invito – importanti studi di architettura internazionali. Le fasi finali del concorso hanno visto i progetti di Ateliers Jean Nouvel, BIG, Kengo Kuma&Associates, REX, MVRDV, Diller Scofidio+Renfro, e Snøhetta.

A vincere il concorso, la cui prima fase si è conclusa il 25 giugno 2020 per terminare con la comunicazione dei risultati il 16 marzo 2021, è stato il progetto The Light of the Sea, firmato da Ateliers Jean Nouvel, così presentato da Jean Nouvel stesso: “L’Opera House è un miracolo che mantiene viva l'originale e insostituibile invenzione dell'emozione musicale attraverso lo strumento più sottile e improbabile che ci sia: la voce umana. In questo senso, è un luogo sacro per l'espressione umana dell'emozione artistica. La costruzione di un grande teatro lirico significa inventare uno spazio per l'emozione.

E, come hanno sempre saputo i grandi scenografi, l'emozione inizia prima che le persone arrivino, dall'esterno, dal momento in cui si avvista questo simbolo della musica. Avvistare il Teatro dell'Opera in piedi in città dovrebbe essere un momento emozionante, il primo risveglio di un desiderio di musica. Progettare un teatro dell'opera per una città globale significa aumentare il suo potere promuovendo il potere di commuovere le persone”.

Ed è così che il progetto è stato sviluppato per essere integrato nella città, per proporsi come una ulteriore stratificazione rispetto alla composizione urbana esistente. Oltre alla città, sarà in diretta relazione con la costa proponendosi come evoluzione della tradizione di Shenzhen, nel passato città di pescatori. A mettere in relazione città e costa, passato e futuro, arte e musica è la luce, elemento dominante del progetto e cardine sia nella scelta compositiva che in quella relativa ai materiali: “Il foyer principale deve essere realizzato con un materiale nobile, prezioso e luminoso che segna l'incontro tra mare, musica e luce”, continua Jean Nouvel. “La madreperla è un elemento luminoso e brillante che sembra bagnato quando è asciutto. Come tale, sarà protagonista nell'auditorium dell’Opera House in modo irregolare e ritmico, mettendo in risalto la curva dei balconi o le geometrie acustiche delle pareti. Utilizzando i riflessi bianchi lucenti di un materiale madreperlaceo daremo indicazione dei diversi usi delle sale e dei foyer, attraverso una la scansione ritmica dei diversi interni”.

Distribuito su una superficie di 220.000 metri quadri, il progetto comprenderà una Opera Hall da 2.300 posti, una Concert Hall da 1.800 posti, una Operetta Hall da 800 posti, un teatro per 400 ospiti e diverse aree multifunzionali, fra cui fra spazi per la produzione degli spettacoli, un’area residenziale per gli artisti coinvolti (distribuita su 20.000 metri quadri), 5.000 metri quadri di uffici e numerosi servizi pubblici.

Vai alla scheda dello studio di progettazione: ATELIERS JEAN NOUVEL