Sir Michael Hopkins

Nel dibattito sulla crisi dell'High- tech, a fronte dell'ideologia anti-modernista del Conservation Movemebt negli anni '90, Hopkins avvia i progetti second generation, diventando "la faccia accettabile del Modernismo", rivisitando i materiali tradizionali (legno, pietra, laterizio) e avviando un nuovo approccio di sostenibilità.
High-Tech, Low-Tech, Bio-Tech, Classic-tech: nell'arco di una generazione il fenomeno High-Tech ha già avuto le sue stagioni, attraverso i suoi conflitti, superato le sue battaglie, i suoi corsi e ricorsi economici. Dalla deregulation tatcheriana, all'inevitabile conseguente recessione, alla cauta ripresa con i fondi Millennio, all'attuale 'internet-euforia' della New Economy, l'architettura, come un camaleonte, si è adattata per rispondere alle esigenze dei mercati internazionali i cui emblematici trading-floors si sono sempre più ridotti come i microchip dei suoi potenti computers, "City changes:  Architecture in the City of London 1985-1995": una mostra tenuta al Royal Exchange di Londra nel 1992, illustrava questo processo, i suoi effetti sul tessuto urbano della City, sul potere della Conservation Movement, sulle tipologie, sulla pianificazione, sull'architettura, sulla città.'
Pubblicato su Modulo 265, ottobre 2000

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