La ferriera a Locarno

Una complessità statica celata dalla rigorosa scansione della maglia strutturale esibita in facciata. Una straordinaria libertà compositiva all'interno. E carpenteria curstom made. Protagonista l'acciaio da Livio Vacchini
L' edificio noto come la "Ferriera", recente rea­lizzazione di Livio Vacchini, rappresenta un esempio singolare di come la struttura portan­te possa diventare l'indiscussa protagonista delle facciate. Collocato in una zona piuttosto centrale della città di Locarno, il blocco della "Ferriera" occupa interamente uno dei lotti del regolare tes­suto edilizio del piano di espansione urbano otto­centesco. Il fabbricato risulta, così, isolato su quat­tro lati in una condizione in cui i prospetti risultano di primario interesse per la definizione formale del volume. Gli alzati diventano i piani di sintesi tra forma e struttura. L'intero edificio si basa, infatti, sull'idea di liberare completamente il pianoterra, cioè la zona deputata a rivestire un ruolo pubbli­co, e di trasformare, concettualmente, i piani superiori in un "grande tetto", alto 19 metri. Una maglia di profili in acciaio, dipinti di nero, si sta­glia, staccata di circa un metro dal filo di facciata, sulla superficie vetrata retrostante.
La struttura viene, dunque, portata all'esterno per eliminare qualsiasi appoggio intermedio e permet­tere di usufruire in modo flessibile dell'area disponi­bile su ogni livello.
Pubblicato su Modulo 319, marzo 2006

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