UNIVERSITÀ DI TORINO - CAMPUS LUIGI EINAUDI

Città: TORINO
Nazione: ITALIA
Tipologia: ISTRUZIONE
Progettista Architettonico: BENEDETTO CAMERANA | FOSTER + PARTNERS
Date: 2013
Progettato da un team composto da Norman Foster, Benedetto Camerana, Mellano Associati, Giugiaro Architettura e I.C.I.S., l’intervento per la nuova sede della facoltà di Giurisprudenza e Scienze Politiche dell’Università di Torino segue l’andamento triangolare del lotto compreso tra il fiume Dora e corso Regina Margherita. L’inserimento è funzionalmente diviso in due sezioni: una destinata alla didattica, con aule e dipartimenti affacciati verso le residenze e i gasometri, e una per la biblioteca (con bar, libreria e laboratori linguistici al piano terra e spazi per la sala studio al primo piano). Il tutto in cinque blocchi che si distribuiscono per cinque piani ciascuno (un interrato con parcheggi e locali tecnici e quattro fuori terra, con un sottotetto coperto per gli impianti) distribuiti attorno ad una piazza circolare per un totale di 36.232 nuovi metri quadrati. Il complesso acquisisce una forte personalità all’interno di un contesto urbano in trasformazione, soprattutto grazie alle caratteristiche del suo involucro: sinuose facciate di vetro e metallo e una copertura continua telata. Marchio di fabbrica di Norman Foster, le facciate, a nastro, si distinguono per l’andamento curvilineo. Scandite orizzontalmente dalla successione di vetro e fasce marcapiano in metallo ondulato, sono state realizzate ad hoc sulla base del progetto dello studio dell’architetto inglese e affinate in fase costruttiva con la direzione lavori. Sono di due tipologie: al piano terra, a montanti e traversi con fissaggio esterno standard, tramite farfalle inserite nelle fughe dei vetri; ai piani, strutturali a cellula orizzontale. I pannelli sono impostati su un’intelaiatura in acciaio cappottata internamente con lamiera in acciaio zincato ed esternamente con una lamiera in alluminio. La copertura, invece, è stata elemento caratteristico fin dalla proposta di gara. Le sue inusuali caratteristiche, architettoniche e strutturali, l’hanno resa il frutto di un lungo processo progettuale scorporato dalla gara d’appalto: sviluppo e realizzazione sono stati demandati all’impresa esecutrice con l’unico vincolo dell’utilizzo di un telo in teflon. Si presenta così come un elemento unico e continuo che si protende per grandi sbalzi studiati per proteggere dalla luce diretta: si regge su una complessa struttura metallica reticolare tridimensionale, composta da una serie di arconi a cavalletto bullonati e collegati tra loro da un’importante trave di bordo e da aste secondarie di collegamento e controvento. Crediti fotografici: Foster + Partners.
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