Pubblicato il 18 luglio 2012

La copertura in teflon del Campus Einaudi

La copertura è stata elemento caratteristico fin dalla proposta di gara, dove sembrava richiamare l’effetto riflettente del metallo. Le sue inusuali caratteristiche, architettoniche e strutturali, l’hanno resa il frutto di un lungo processo progettuale scorporato dalla gara d’appalto: sviluppo e realizzazione sono stati demandati all’impresa esecutrice con l’unico vincolo dell’utilizzo di un telo in teflon che, “impacchettando” una struttura portante appositamente disegnata, consentiva di tradurre la suggestione voluta da Foster della fluidità della chiusura superiore. Elaborata dopo aver scartato ipotesi (tra cui una con finitura a mesh di lastre di vetro) che si allontanavano troppo dal disegno originale, implicavano problemi di realizzazione o imponevano costi eccessivi, si presenta come un elemento unico e continuo che si protende per grandi balzi studiati per proteggere dalla luce diretta. Rispetto al progetto definitivo posto a base di gara, impostato su un sistema portante di capriate bidimensionali (che avrebbero dato problemi di stabilità), si regge su una complessa struttura metallica reticolare tridimensionale, composta da una serie di arconi a cavalletto bullonati e collegati tra loro da un’imponente trave di bordo e da aste secondarie di collegamento e controvento. La membrana in fibra di vetro teflonata, scelta per le elevate caratteristiche meccaniche e per la stabilità chimica, è stata realizzata con elementi che coprono una campata ciascuno e sono provvisti di una bordatura perimetrale termosaldata che contiene gli elementi metallici di ancoraggio e predimensionamento. Le sole saldature in opera sono eseguite sulle “flappe” che uniscono tra di loro i teli in corrispondenza degli arconi. Le discese delle acque, non integrate nella struttura portante, sono però interne ai pannelli di facciata e negli sbalzi della copertura, nascosti da pannelli riflettenti, mentre la trave di bordo è rivestita di nero ad evidenziare la linea di copertura. Il tetto è pedonalmente percorribile solo per consentire l’accesso ai locali impianti nascosti sotto il telo per le operazioni di manutenzione. 

Autori: Cristiana Chiorino, Laura Milan 
Pubblicato su Modulo 378/2012