PENETRON ITALIA

Calcestruzzo autoriparante

Mitigazione dell’attacco dei solfati mediante l’utilizzo di agenti a base batterica o cristallina per la promozione del “Self-Healing”.
Introduzione
Il degrado del calcestruzzo in ambienti aggressivi rappresenta una delle principali cause di perdita di durabilità delle infrastrutture. Tra i diversi meccanismi di deterioramento, l’attacco solfatico esterno è particolarmente rilevante nelle strutture esposte a terreni o acque contenenti elevate concentrazioni di solfati. Questo fenomeno si manifesta principalmente attraverso la formazione di prodotti espansivi, quali ettringite secondaria e gesso, generati dalla reazione tra gli ioni solfato penetrati nella matrice cementizia e le fasi idrate del cemento. La formazione di tali composti provoca espansioni volumetriche, microfessurazione progressiva e, nel lungo periodo, perdita di integrità meccanica. Parallelamente, negli ultimi anni si è sviluppata un’intensa attività di ricerca sul calcestruzzo autoriparante (self-healing concrete), con l’obiettivo di migliorare la durabilità delle strutture attraverso la chiusura autogena delle fessure e il ripristino parziale o totale delle proprietà di impermeabilità. Diverse strategie di self-healing sono state proposte, tra cui l’utilizzo di batteri in grado di indurre la precipitazione di carbonato di calcio e l’impiego di additivi cristallini idrofili capaci di generare prodotti insolubili all’interno della porosità residua.
Pubblicato su Modulo 461