JETTY MUSEUM -

All’interno del Lake District National Park, sulle rive del Windermere, lo studio inglese Carmody Groarke ha completato il Windermere Jetty Museum, un nuovo polo culturale dove una serie imbarcazioni di livello internazionale racconterano la storia della loro costruzione e del loro uso sul più grande lago naturale del Regno Unito.
Progettato per l’organizzazione locale Lakeland Arts come evoluzione di un analogo museo inaugurato nel 1977, il nuovo Windermere Jetty Museum si inserisce all’interno di un sito precedentemente occupato da un impianto di estrazione di ghiaia, situato in posizione periferica rispetto alla città. 
I progettisti hanno deciso di conservare parte del background della storica struttura industriale dando vita una serie di volumi compatti inseriti all’interno dell’ambiente naturale. 
Realizzati con un linguaggio architettonico che richiama le strutture vernacolari del Lake District, caratterizzate da semplici volumi con tetti a due falde, gli edifici sono stati rivestiti con lastre di rame ossidato, piegate e bloccate a creare una trama a coste, interrotte unicamente dalle grandi aperture affacciate sul lago che permettono alle imbarcazioni di essere spostate facilmente tra interno ed esterno. 
Fulcro del museo è infatti un bacino coperto, direttamente collegato al lago attraverso grandi porte, che consente alle imbarcazioni di essere messe in mostra nell’acqua. 
Il resto degli edifici ospita, invece, l’ingresso, laboratori per la conservazione, spazi educativi e una caffetteria, disposti in sequenza a formare un percorso totalmente immersivo attorno al molo. 
Lavorando a stretto contatto con Lakeland Arts e gli stakeholders del museo, volevamo creare una struttura espositiva il cui design potesse dare vita a un collegamento tra persone, barche e acqua e che reinterpretasse anche il patrimonio industriale e pittoresco del sito” – ha raccontato Andy Groarke, co-fondatore dello studio – “La nostra ambizione era quella di realizzare un museo che incorniciasse non solo la collezione esposta, ma anche lo straordinario paesaggio naturale in cui è immerso”. 
A caratterizzare gli edifici è l’estensione di una delle due falde del tetto, una sorta di aggetto sovradimensionato che dà vita a spazi aperti-coperti che possono fungere da aree espositive immerse nella natura, aree di ritrovo e per il relax o, come nel caso dei laboratori di conservazione, da spazi di lavoro esterni. 
Le forme costruttive sono in un qualche modo familiari, ma rese speciali dalle pensiline aggettati che estendono gli spazi interni nell’edificio creando spazi aperti-coperti nel paesaggio” – hanno commentato i progettisti. 
Lo spazio espositivo interno è caratterizzato da pareti bianche che amplificano lo spazio e sfruttano al meglio la luce naturale che entra dalle grandi finestre e dai lucernari, mentre la caffetteria e gli spazi di circolazione sono rivestiti in legno di abete Dougles, che crea un caldo contrasto con le candide pareti delle gallerie e con il rivestimento esterno più scuro. 

Crediti fotografici: Christian Richter
Nazione: REGNO UNITO
Tipologia: CULTURA ED EVENTI
Progettista Architettonico: CARMODY GROARKE
Status: REALIZZATO
Inaugurazione: 2019