TECNOPOLO – RECUPERO EX MANIFATTURA TABACCHI

Lo studio tedesco Gmp Architekten ha vinto il concorso per la conversione del complesso dell’ex Manifattura Tabacchi di via Stalingrado a Bologna, realizzato negli anni Cinquanta su progetto dell’ingegnere Pier Luigi Nervi, in un centro di innovazione e sperimentazione per la ricerca industriale e il trasferimento tecnologico.
Città: BOLOGNA
Nazione: ITALIA
Tipologia: CULTURA ED EVENTI
Engineering: MILAN INGEGNERIA
Progettista Architettonico: GMP ARCHITEKTEN
Status: WORK IN PROGRESS
Inizio Lavori: 2012
L’area scelta per la realizzazione del Tecnopolo è quella dell’ex Manifattura Tabacchi, uno dei più importanti esempi di architettura industriale del Novecento, incorniciata tra via Stalingrado e via Ferrarese, in prossimità dei quartieri Navile e Bolognina. 
Realizzata nel Dopoguerra per trasferire al di fuori del centro storico cittadino le attività produttive collegate alla lavorazione del tabacco, la Manifattura è stata progettata dall’Ingegner Pier Luigi Nervi, il quale vinse il concorso bandito dall’Amministrazione Monopoli di Stato nel 1949 e che realizzò l’intera struttura, ultimata nel 1962. 
Con l’intento di destinare il complesso a sede del Tecnopolo e di recuperare un’area ormai degradata e in stato di abbandono, la regione Emilia-Romagna, decise di bandire nel febbraio 2011, tramite la propria società in house Finanziaria Bologna Metropolitana, un concorso internazionale che ha portato nel giugno dell’anno successivo alla vittoria del progetto elaborato dallo studio, con sede ad Amburgo, GMP Architekten, fondato nel 1965 dagli architetti Meinhard von Gerkan e Volkwin Marg, in collaborazione Werner Sobeck, Studio TI società cooperativa, Aldo Antoniazzi, Marco Baccanti e Carlo Carli. Il progetto dello studio tedesco si è subito contraddistinto per il rispetto delle architetture progettate da Pier Luigi Nervi. 
Il masterplan prevede, infatti, la demolizione delle strutture più fatiscenti, mentre gli edifici più significativi del complesso, sottoposti a vincolo artistico, saranno mantenuti nella loro integrità, attuando gli adeguamenti necessari alle nuove esigenze funzionali. 
Il complesso esistente, che si articola su una superficie di circa 100.000 metri quadrati, è diviso in due parti; la prima è dedicata alla manifattura vera e propria, realizzata all’interno di un edificio perpendicolare di cinque piani lungo 210 metri, mentre l’altra è costituita da cinque capannoni voltati a botte destinati allo stoccaggio del tabacco grezzo. 
A costituire il cuore urbano dell’area sarà una piazza centrale suddivisa in due porzioni nell’area nord-ovest, attorno alla quale andranno a insediarsi, in edifici recuperati o di nuova realizzazione, diverse istituzioni, come le agenzie della Regione, ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico), Istituti Ortopedici Rizzoli e laboratori di ricerca attivi su diverse piattaforme tecnologiche: meccanica, materiali, costruzioni, scienze della vita, energia-ambiente, Ict e data centre, design.  
Inoltre, il Tecnopolo diventerà anche centro nevralgico degli studi europei sul meteo: al suo interno, infatti, si insedierà Italmeteo, la nuova agenzia nazionale per la meteorologia e la climatologia che si propone di riunire in un’unica struttura tutte le risorse attualmente disperse sul territorio nazionale per dare vita, entro il 2020, all’interno dell’area a un nuovo hub europeo dedicato alla ricerca e ai cambiamenti climatici. 
A questa infatti si affiancherà anche il nuovo Data Centre del prestigioso Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine, l’Ecmwf - European Centre for Medium-Range Weather Forecasts, attualmente con sede a Reading, dove conserva il più grande archivio meteo del mondo. 
Quest’ultimo, si andrà ad inserire nella seconda area del complesso, all’interno dei cinque capannoni voltati a botte, di cui tre saranno destinati a centro di calcolo, per un totale di circa 9.000 metri quadrati di superficie complessiva.

Crediti fotografici: GMP Architekten 

Pubblicato su Modulo 418, marzo/aprile 2019
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