SWAROVSKI MANUFAKTUR - THE CRYSTAL ATELIER

Un ampio edificio inondato di luce: se l’idea di uno stabilimento manufatturiero è spesso associata a uno spazio chiuso e poco luminoso, il progetto dello studio norvegese Snøhetta per la Swarovski Manufaktur a Wattens, in Austria, dimostra come sia possibile scardinare questo preconcetto e dare una nuova interpretazione e configurazione agli spazi industriali.
Nazione: AUSTRIA
Tipologia: INDUSTRIA
Focus: INDUSTRIA
Progettista Architettonico: SNØHETTA
Inaugurazione: 2019
Il progetto, primo di tre edifici previsti per il complesso Svarowki, unisce sapientemente design, sviluppo del prodotto e produzione in un’unica struttura. Il nuovo edificio, infatti, consente all’azienda di ospitare sotto lo stesso tetto sia i processi produttivi sia quelli creativi fondendoli insieme. 
La Svarovski Manufactur stabilisce un nuovo standard per gli edifici industriali” – ha raccontato Kjetil Trædal Thorsen, socio fondatore di Snøhetta – “Ospitare clienti, designer, artisti, ricercatori, macchinisti, tecnici e visitatori in un unico spazio cambierà il modo in cui pensiamo a queste relazioni in futuro". 
Accogliente e luminoso, lo spazio interno è configurato come un grande open space dove trovano posto accanto alle linee di produzione i tavoli da per il disegno e la progettazione e gli uffici. Una scalinata posizionata centralmente funge da nucleo principale di circolazione ma anche da spazio per riunioni e l’incontro dando vita a una sorta di grande “forum” cuore sociale della struttura. 
Il sole inonda lo spazio tramite i lati vetrati dell’edificio ma anche attraverso il soffitto, punteggiato da delle aperture note come “cassette”. Il soffitto autoportante in acciaio bianco, infatti, costituito da una serie di moduli base ripetuti di 6x3 metri e rivestito da pannelli acustici perforati, incorpora 135 aperture, foderate con un materiale speciale atto a garantire l’assenza di abbagliamento. 
L'atmosfera luminosa e accogliente degli interni è enfatizzata anche dalla palette materica e cromatica scelta. Le pareti dipinte di bianco sono accostate a pannelli di legno di betulla chiaro che rivestono i pavimenti e il primo piano, una sorta di piattaforma scultorea che si proietta al di sopra del generoso spazio al pian terreno.  
Il nuovo stabilimento non stabilisce solo un nuovo standard per il futuro del lavoro creativo, ma anche per la sostenibilità: l'edificio soddisfa infatti i criteri del LEED Gold Standard LEED (Leadership in Energy and Environmental Design). 
Abbiamo cercato di non interpretare le proprietà fisiche dei cristalli nella nostra geometria di costruzione” – ha raccontato Patrick Lüth, partner dello studio – “"ma di capire invece cosa rende il cristallo così speciale e attraente, e di usare queste qualità effimere per creare un'atmosfera specifica. Lo spazio ha un'incredibile quantità di luce diurna che riteniamo non abbia eguali nel contesto tipico di uno stabilimento produttivo. I cristalli prendono vita solo con la luce, quindi per noi è l'intensa presenza di questa l'aspetto estetico più importante di questo edificio". 

Crediti fotografici: David Schreyer

Pubblicato su Modulo 418, marzo/aprile 2019
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