STAZIONE DI TERNA

Nel definire la stazione elettrica di Capri, costruita su un’area di circa 2.700 metri quadrati, l’architetto Enrico Frigerio ha sviluppato una linguistica progettuale basata su geometria, verde e luce, per rendere la stazione un elemento discreto, elegantemente inserito in un contesto naturale senza eguali. Punto di incontro e ricucitura, l’architettura dà al territorio anche un nuovo simbolo, espressione di una sensibilità contemporanea.
A firmare il progetto architettonico della stazione elettrica è Frigerio Design Group, vincitore del concorso internazionale a procedura ristretta indetto nel 2015 da Terna. La stazione elettrica è un’architettura industriale pensata per integrarsi nel contesto, farsi segno di un rapporto armonioso tra tessuto urbano e natura: un esempio unico, a livello mondiale, di progettazione innovativa delle infrastrutture elettriche.

Il progetto architettonico
Un edificio industriale sviluppato a partire dalle specificità del luogo, che si inserisce nel contesto naturale con un senso di ritrovata armonia. La matrice naturale di Capri, i suoi gradoni calcarei, la vegetazione mediterranea e gli elementi che caratterizzano il luogo, sono stati l’ispirazione per il progetto architettonico.
L’edificio dialoga con il contesto ponendosi come segno del rinnovato rapporto tra costruito e ambiente, lontano dal perenne conflitto tra i due. Materiali, geometrie e dettagli conservano la stessa ricchezza e vibrazione di luce dello scenario naturale. L’orografia del terreno determina la planimetria della stazione elettrica: i gradoni calcarei che salgono dalla Marina Grande diventano muri di contenimento o edifici, mentre la vegetazione mitiga i volumi e l’impatto visivo, occupando in modo spontaneo gli spazi vuoti.

Facciate e geometria
Le cromie tipiche del paesaggio caprese vengono riproposte nelle facciate dell’edificio, quasi a renderlo una ulteriore declinazione del naturale. Il carattere industriale dell’architettura si esprime nella forte qualità dei materiali e dei dettagli, arricchiti con particolari di finitura e montaggio. Tenendo conto delle condizioni ambientali particolarmente aggressive (salsedine, umidità, raggi ultravioletti, …) sono state definite soluzioni in grado di azzerare le manutenzioni.
Giochi di pieni e vuoto danno vita a effetti percettivi dinamici che contribuiscono alla mitigazione visiva dell’architettura e a creare una relazione con la specificità del luogo, rendendo l’architettura uno spazio di cerniera tra il tessuto urbano diffuso e la natura. La finitura architettonica del complesso si compone di vari elementi geometrici, ottenuti a partire da un’astrazione formale trapezoidale di base, che creano nell’insieme composizioni variabili e vibranti.

Il verde
Seconda matrice naturale a cui si ispira il progetto, il verde si insinua tra i volumi occupando gli spazi vuoti, distribuendosi in modo spontaneo proprio come nelle aree circostanti il lotto e nelle pareti calcaree dell’isola. La vegetazione è quella tipica locale, con arbusti e piante sempreverdi a garantire l’effetto di mitigazione costante nell’arco dell’anno e ridurre gli interventi di manutenzione. Il progetto del verde è stato pensato per azzerare le manutenzioni e ottenere, dopo un primo periodo di assestamento, una crescita autonoma.

La luce
Il progetto illuminotecnico è stato sviluppato nel pieno rispetto della condizione paesaggistica e riducendo al minimo l’impatto sull’inquinamento luminoso. I corpi illuminanti, con parabole del tipo cut-off, sono stati posizionati con l’obiettivo di nascondere la sorgente luminosa, adottando tecnologia LED per ridurre consumi e manutenzione. Tra il parapetto e i muri è stata scelta una illuminazione scenografica che evidenzia verso l’alto le lamiere forate e verso il basso i muri, rendendo suggestiva anche la visione notturna della stazione.

Città:
Nazione: ITALIA
Tipologia: INFRASTRUTTURE
Progettista Architettonico: FRIGERIO DESIGN GROUP
Status: REALIZZATO
Inaugurazione: 2020

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