Sede Planet Farms -

Un volume compatto di 150 metri di lunghezza organizza su due livelli l'intero ciclo produttivo, dalla semina al confezionamento, affiancando agli spazi industriali un piano direzionale trasparente e integrato. La facciata lignea curvilinea conferisce identità architettonica a un edificio ad alta intensità tecnologica, dove sistemi automatizzati, intelligenza artificiale e coltivazione indoor ridefiniscono il rapporto tra industria, paesaggio e sostenibilità.
Nel cuore della campagna lombarda, a Cirimido, in provincia di Como, Planet Farms ha realizzato uno dei più grandi impianti di agricoltura verticale al mondo. Il nuovo stabilimento sorge all'interno del vivaio Peverelli, in un contesto ancora fortemente connotato dalla presenza di filari, serre e coltivazioni. L'intervento occupa una superficie costruita di 11.500 mq all'interno di un lotto complessivo di circa 40.000 mq. A questa si aggiungono 20.000 mq di superficie netta destinata alle coltivazioni verticali. Il progetto architettonico è firmato da Studio Floriani & Strozzi Architetti, con Filippo Floriani responsabile del progetto, mentre gli aspetti strutturali ed esecutivi sono stati sviluppati con il supporto di Studio Artec. Gli interni e gli spazi direzionali sono stati sviluppati in continuità con il progetto architettonico dell'edificio.
L'edificio si presenta come un volume compatto e lineare, con pianta rettangolare, lungo circa 150 metri e largo 75, organizzato su due livelli. Al piano terra si concentrano tutte le funzioni produttive: le aree di semina, le camere di coltivazione, gli spazi per la raccolta, il confezionamento e la logistica. Sopra il grande volume produttivo si colloca invece un secondo livello dedicato agli uffici, alle sale riunioni e agli ambienti di rappresentanza. La struttura portante è costituita da un telaio in cemento armato, tamponato da pannelli prefabbricati in granito. Su questo involucro si sovrappone il principale elemento identitario del progetto: una facciata continua composta da doghe lignee disposte secondo un andamento curvilineo. Il rivestimento è formato da dieci moduli prefabbricati in legno, ripetuti in modo simmetrico lungo i fronti dell'edificio. La prefabbricazione ha consentito di velocizzare le operazioni di cantiere, limitare gli scarti e mantenere un elevato controllo qualitativo. La geometria ondulata della facciata trae spunto dal paesaggio del vivaio. Le doghe lignee, disposte secondo una curvatura continua e ripetuta, restituiscono a scala architettonica quella cadenza orizzontale che caratterizza il contesto produttivo circostante. L'immagine dell'edificio, colta soprattutto dalla vicina autostrada, trasforma il grande volume industriale in una presenza più dinamica, radicata nel paesaggio piuttosto che estranea ad esso.
Nazione:
Status: REALIZZATO
Inaugurazione: 2025