PLAXIL 8

Studio Valle architetti Associati ha firmato “Plaxil 8”, ultima aggiunta architettonica al complesso di edifici del Campus Fantoni di Osoppo, progettato da Gino Valle tra il 1972 e il 2001.
Nazione: ITALIA
Tipologia: INDUSTRIA
Progettista Architettonico: VALLE ARCHITETTI ASSOCIATI
Inaugurazione: 2017
Il nuovo edificio, che si estende su una superficie di 8.500 metri quadrati, si inserisce con le sue dimensioni imponenti, 300 metri di lunghezza, 28 di larghezza e un’altezza che varia da 14,5 fino a 50 metri, all’interno del paesaggio industriale del campus configurandosi come nuova “cattedrale” dell’intero stabilimento. 
Al suo interno, la nuova struttura ospita la linea di produzione MDF (Medium Density Fiberboard, pannello di fibra a media densità) completamente automatizzata, organizzata intorno alla pressa più grande d’Europa e seconda al mondo. 
L’edificio, infatti, è stato costruito intorno all’imponente macchinario ma non senza diversi sforzi progettuali: la complessità della realizzazione derivava dalla necessità dei progettisti di creare una struttura portante comune in grado di supportare non solo l’edificio ma anche l’impianto di produzione, soluzione che ha reso necessaria la decisione di non opporre forme edilizie individuali ai macchinari ma di fare in modo che l’involucro facesse da sfondo e da schermo visivo ad essi creando più piani in profondità. 
Per questo motivo la base dell’intero edificio è racchiusa da un involucro di pannelli prefabbricati in cemento gettati in una matrice di lamiera grecata che li ha trasformati in una superficie millerighe, una texture continua che si contrappone ai vettori metallici dei circuiti che entrano e fuoriescono dall’edificio. 
Il coronamento è invece rivestito di pannelli metallici nervati con andamento verticale e finitura riflettente, soluzione che mantiene il grande raccordo diagonale che caratterizza il profilo dell’edificio contro il cielo.  
Infine, i camini e cicloni del coronamento della formatrice sono invece racchiusi in volumi di rete stirata che li fanno parzialmente intravedere. 
Il contrappunto tra i tre rivestimenti alternati alla visione delle macchine permette all’edificio di dialogare con le strutture esistenti dando vita a un nuovo skyline unitario per l’intero campus. 

Crediti fotografici: Neva Gasparo, Adriano Ferrara
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