MI-CO

Dopo un anno di lavori, la riqualificazione dell’area Mi-Co è stata completata ed il nuovo fronte urbano dell’area fieristica - congressuale che si affaccia verso il CityLife è divenuto parte integrante della nuova città.
Città: MILANO
Nazione: ITALIA
Tipologia: CULTURA ED EVENTI
Progettista Architettonico: BIANCHETTIARCHITETTURA
Status: REALIZZATO
Inaugurazione: 2020
Il progetto esecutivo del nuovo spazio che Fondazione Fiera Milano, a seguito di gara, affidato a BIANCHETTIARCHITETTURA SA, con Ing. Stefano Rossi (strutture), Ing. Giuliano Venturelli (tecnologia delle facciate) e Maurizio Tori (impianti), ha sviluppato un’architettura dal linguaggio sobrio e, pur rispettoso delle preesistenze, capace di esaltare le caratteristiche dei materiali impiegati sino a farli divenire medium espressivi dell’architettura stessa. 

Il nuovo progetto di Bianchetti Architettura ha visto la realizzazione di un articolato sistema di facciate in parte opache, realizzate in Corten, e in parte vetrate con l'integrazione di un sistema di illuminazione attiva, capace di rendere il prospetto una superficie multimediale che può variare nelle luci e nei colori. La nuova facciata, unitamente alla riorganizzazione dei percorsi e degli spazi esterni ricopre un ruolo di primaria importanza nel disegnare il nuovo skyline sul fronte del parco e risulta essere una cerniera urbana tra le diverse “anime architettoniche” del nuovo quartiere.

Facciata
Per ridare un nuovo ordine alle prospettive delle facciate dei padiglioni, precedentemente integrate nelle strutture fieristiche – congressuali, il fronte dell’edificio è stato rivestito con un involucro che gioca su tre piani, ciascuno caratterizzato da un materiale diverso (lamiera di corten, vetro monolitico stratificato con interposto pvb e lamiera metallica). 

La geometria dei rivestimenti di corten e di vetro seguono la posizione di impianti e strutture, distanziati rispetto al fronte dell’edificio: la facciata risulta completamente indipendente dal punto di vista strutturale rispetto agli impalcati esistenti. Inoltre, la varietà di arretramenti e avanzamenti conferisce al prospetto una leggera vibrazione. L’ingombro degli involucri di rivestimento è dichiarato immediatamente sulla testata verso via Gattamelata, dove la nuova facciata si trova a dialogare con quella dell’ex padiglione dell’Agricoltura di Ignazio Gardella contraddistinta da una spiccata orizzontalità. Per evitare di innescare un conflitto di linguaggi, l’involucro dell’edificio si accosta al fronte preesistente mantenendo una distanza minima, in modo da rimanere visivamente separato. 

La soluzione d’angolo media tra la preesistenza e i ricorsi orizzontali necessari per costruire la nuova facciata attraverso una strategia che sul lato di via Gattamelata si affianca alla facciata di Gardella rimanendo “silenziosa” e rispettosa e che girando riprende gli allineamenti e le geometrie della nuova costruzione. Tra le fughe verticali che caratterizzano il materiale si nascondono i portali carrabili dell’edificio, dichiarati percettivamente solo da indicazioni grafiche. A partire dal primo livello sono collocate regolari specchiature in vetro stratificato per favorire un dialettico confronto tra le varie superfici della composizione.

L’utilizzo del vetro opalino bianco garantisce un effetto quasi etereo di giorno, restituendo un fronte omogeneo, definito solo dalle leggerissime fughe verticali dei pannelli e dal chiaroscuro dato dagli sfalsamenti dei piani. Al contrario, di notte la facciata può aspirare a diventare un landmark grazie alla possibilità di retro-illuminarla o proiettarvi immagini multimediali. In queste occasioni i diversi piani diventeranno schermi trattati in modo differente, ma che da lontano restituiranno un’unica scenografia complessiva. Davanti agli impianti la facciata diviene più materica con un rivestimento in lamiera di cor-ten. Come per l’involucro di vetro, il fronte è unitario e reso spiccatamente verticale dalle fughe dei pannelli. Sono state scelte cinque larghezze, in modo da ridurre al minimo gli sfridi inutilizzati di materiale. I pannelli da 25 cm hanno un passo più fitto ma fughe più larghe, conferendo così un minimo grado di trasparenza che sfrutta. 

Si è messo in opera un sistema di illuminazione dinamica delle parti vetrate della nuova facciata. Per arrivare a questo risultato, il progetto esecutivo ha previsto di realizzare un sistema di retroilluminazione con effetto “wall-washer” utilizzando un importante numero di corpi illuminanti LED RGB controllati da un segnale DMX utili a coprire con la propria luce tutta la superficie di facciata risolta con lastre di vetro satinato.