EXPLORATORIUM

“Un edificio progettato per il passato, il presente e il futuro di Tianjin”, così Bernard Tschumi, architetto eclettico e innovativo, considerato come uno dei principali interpreti del decostruttivismo, ha commentato il suo ultimo progetto, l’Exploratium, un polo culturale dalle dimensioni imponenti che metterà in mostra reperti del passato industriale cittadino combinati alla tecnologia moderna.
Città: TIANJIN
Nazione: CINA
Tipologia: CULTURA ED EVENTI
Progettista Architettonico: BERNARD TSCHUMI ARCHITECTS
Status: REALIZZATO
Inaugurazione: 2019
Il progetto, che verrà ufficialmente aperto al pubblico nell’autunno 2019, si inserisce all’interno di un più ampio masterplan per la realizzazione del nuovo Binhai Cultural Centre redatto da Gmp Arkitekten e in cui troverà posto anche una biblioteca progettata dallo studio olandese MVRDV. 
Con una dimensione che supera i 33.000 metri quadrati, l’Exploratium ospita al suo interno strutture per eventi culturali, spazi espositivi, uffici, ristoranti e spazi commerciali. 
A caratterizzare il complesso è sicuramente il suo prospetto che si staglia contro il paesaggio industriale del distretto portuale di Binhai: quattro enormi coni fuoriescono dal grande volume rettangolare conferendo un ordine gigante al complesso. A unificare il tutto una pelle bronzea in pannelli di alluminio perforato che avvolge le figure geometriche smaterializzandone in parte le imponenti dimensioni. 
Il fulcro del complesso è la grande hall di ingresso, situata nel cono più grande, uno spazio paragonabile quasi due volte a quello del museo Guggenheim di New York. Qui, illuminata dall’alto da un lucernario circolare, una rampa a spirale sale fino al livello più alto dell’edificio, collegando gli ambienti principali del museo e conducendo i visitatori in un’esperienza spaziale insolita che reinterpreta in chiave moderna le antiche tipologie industriali un tempo presenti sul sito. 
I grandi spazi a tripla altezza definiscono la circolazione principale mentre una costellazione di lucernari circolari conferisce allo spazio un tocco ultraterreno” – hanno raccontato i progettisti – “La facciata in alluminio perforato conferisce unitarietà all’edificio nonostante le sue grandi dimensioni e le diverse funzioni contenute al suo interno”. 
Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, la configurazione dei coni non solo assicura che gli spazi espositivi ricevano luce naturale uniforme ma permette anche di ridurre i carichi energetici necessari per l’illuminazione artificiale. A questo si aggiunge la loro particolare forma affusolata che permette la concentrazione di aria calda che potrà poi essere convogliata fuori dall’edificio in estate o di nuovo nelle gallerie in inverno. 
Inoltre, l’ampio atrio centrale funge da camino solare, aspirando aria calda e sostituendola dal basso con aria fredda in un flusso di ricambio costante, mentre la riduzione al minimo delle superfici vetrate, in combinazione con la particolare pannellatura della facciata, contribuisce a ridurre l’aumento di calore negli ambienti interni.  

Crediti fotografici: Kris Provoost
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