Vincitore del bando di concorso "Inventons la Métropole du Grand Paris 2" dedicato all'innovazione urbana e alla riconversione di siti complessi, It’s e il committente Eiffage Immobilier hanno annunciato l'inaugurazione del Campus. Vetri infranti, graffiti, la vegetazione che si riprende i suoi spazi: per vent'anni l'ex Scuola di Architettura di Nanterre è stata un edificio fantasma, eppure la sua potenza spaziale non si è mai spenta. Progettato nel 1971 e costruito in meno di un anno grazie alla prefabbricazione industriale, fu il primo edificio pubblico di un vasto progetto di riqualificazione sociale che trasformò un'antica bidonville in un quartiere di città. Abbandonato dal 2004, il sito entra nel 2018 nel concorso Inventons la Métropole du Grand Paris 2: nasce il progetto Campus du Parc, curato da It's, in un percorso condiviso con Eiffage Immobilier, promotore dell'operazione, e il gruppo De Vinci Higher Education, che ha aperto nel nuovo campus la propria sede per 4.500 studenti di ingegneria, commercio e digitale. Una luce che cambia densità attraverso le lame di bambù delle aule, per poi farsi piena e diffusa sotto la copertura in ETFE dell'agorà. Il calore del legno sotto la mano, l'aria fresca che circola senza bisogno di climatizzazione, lo sguardo che si allunga verso il parco dalle aule, dall'agorà, dagli uffici affacciati sui patii ricchi di vegetazione. Ogni scelta ambientale del Campus du Parc è pensata per essere percepita, non solo misurata, secondo l'idea di ecologia emozionale che ha ispirato IT'S nello sviluppo del progetto. Le performance ambientali — la luce naturale, la qualità dell'aria, il comfort igrotermico, il rapporto costante con il verde — diventano un'estetica, un'esperienza che si vive con tutti i sensi. Ma l'ecologia emozionale è anche memoria: conservare l'edificio di Kalisz e Salem, i suoi valori, il suo ruolo urbano, significa ancorare il presente alla storia, oltre che ridurre le emissioni di CO2 grazie al recupero. Proiettare quella memoria nella contemporaneità, attraverso le nuove estensioni, crea un legame emotivo forte quanto le qualità sensibili degli spazi: un ancoraggio insieme fisico e affettivo al luogo, alla sua storia, ai suoi valori.Il nuovo campus di De Vinci Higher Education accoglie 4.500 studenti in un luogo pensato come una scuola 4.0, aperta e ibrida, dove ingegneria, commercio e digitale si incontrano con imprese, università internazionali e abitanti del quartiere: un'eco contemporanea della vocazione pedagogica avanguardista che Kalisz e Salem avevano già scritto nell'edificio originale. Al piano terra si concentrano le funzioni collettive: agorà-foyer, learning center, anfiteatri, spazi tecnologici, una caffetteria affacciata sul parco; ai piani superiori trovano posto gli uffici amministrativi, mentre il piano interrato è dedicato alle attività sportive e alle associazioni. I tre nuovi volumi, contenuti fino a R+5 per dialogare in altezza con l'edificio storico, ospitano le aule scolastiche: piastre libere e riconfigurabili, doppio nucleo di circolazione verticale, ventilazione naturale, i ballatoi esterni che invitano gli studenti a uscire, incontrarsi, sostare.
Nazione: FRANCIA
Progettista Architettonico:
Inaugurazione: 2026