BIBLIOTECA DELl'ABBAZIA DI MONTE MARIA

Sopra Burgusio, nella frazione di Malles, in Alta Val Venosta, l’architetto altoatesino Werner Tscholl ha firmato la biblioteca dell’Abbazia di Monte Maria, un ambiente ipogeo che ospita al suo interno documenti antichi e circa 130 mila volumi di inestimabile valore.
Città: BURGUSIO
Nazione: ITALIA
Tipologia: CULTURA ED EVENTI
Progettista Architettonico: WERNER TSCHOLL
Status: REALIZZATO
Inaugurazione: 2018
Il progetto, realizzato a distanza di alcuni anni dagli interventi per il piccolo museo e per la foresteria negli antichi laboratori dei frati, mirava a trovare una sintesi tra antico e nuovo, preservando al contempo le condizioni termo-igrometriche ottimali per conservare il materiale cartaceo. 
L’idea di progetto era quella di dare vita a un nuovo spazio per la conservazione della vasta biblioteca dell’Abbazia senza alterarne esteriormente il profilo bianco che svetta a poca distanza dal paese e preservandone internamente l’anima barocca.  
Per questo motivo Werner Tscholl ha scelto di inserire all’interno di un ambiente ipogeo un tempo utilizzato come magazzino una nuova struttura in cemento grezzo a due piani, caratterizzandola con un’iscrizione incisa nel soffitto tratta dal “Registrum”, antica narrazione della storia di Monte Maria scritta da Goswin, monaco dell’Abbazia del XIV secolo. 
Posizionata centralmente, senza sfiorare le mura esistenti, la biblioteca diventa quindi un nuovo livello storico, certamente più contemporaneo ma in grado di regalare comunque un’emozione legata al passare del tempo. 
I segni del luogo, puliti e conservati, si mescolano con linee moderne e materiali come il cemento grezzo e l’acciaio nero, dando vita a un’atmosfera unica che unisce temporalmente passato e presente. 
In un piccolo volume vetrato una scalinata nera conduce alla nuova sala lettura, ricavata in seguito al restauro all’interno di una cappella sconsacrata risalente al XIII secolo. 
Per illuminare questo spazio e adeguarlo alla sua nuova funzione, il progetto ha previsto la rimozione del muro perimetrale affacciato verso la corte, non originale ma realizzato il secolo scorso, e la sua sostituzione con una vetrata traslucida che conserva il ricordo della parete bianca intonacata che l’ha preceduta. 

Crediti fotografici: Renè Riller