ADI DESIGN MUSEUM COMPASSO D’ORO

Lo studio Migliore + Servetto Architects, in collaborazione con Italo Lupi, firma l’allestimento del nuovo ADI Design Museum Compasso d’Oro, polo espositivo pronto a classificarsi tra i più grandi musei d’Europa dedicati al design.
Città: MILANO
Nazione: ITALIA
Tipologia: CULTURA ED EVENTI
Work in Progress - Progetto Architettonico: MIGLIORE + SERVETTO
Inizio Lavori: 2011
Fine Lavori: 2020
Sorgerà così nell’ex area industriale tra via Ceresio e via Bramante, interamente riprogettata e rinnovata, un nuovo polo del design aperto al dialogo con tutte le realtà contemporanee e alla valorizzazione del sistema produttivo italiano. 
Al suo interno, su una superficie complessiva di 5.135 metri quadrati, di cui circa 3.000 dedicati a spazi espositivi, troveranno posto oltre duemila pezzi in collezione con nuove acquisizioni a ogni edizione del premio, un'esposizione permanente con gli oggetti premiati dal 1954 a oggi, mostre tematiche, spazi per riunioni e manifestazioni pubbliche che permetteranno al nuovo ADI Design Museum Compasso d’Oro di Milano di diventare un punto di riferimento internazionale per tutte le attività – creative, produttive, economiche, professionali, sociali – che ruotano intorno al design. 
Accanto agli spazi espositivi verranno ospitati anche gli uffici dell’ADI e della Fondazione ADI, sale riunioni, una biblioteca, l’archivio storico dell’ADI, un bookshop e una zona dedicata alla ristorazione realizzata sulla scorta dell’esperienza ADI per EXPO 2015. 
L’allestimento è stato concepito sull’idea di “museo narrante”, concetto portato avanti dagli architetti in numerose realizzazioni museali negli ultimi anni. 
Il progetto è concepito come una sorta di Arca contemporanea dove conservare e far vivere tutte le specie di qualità del design italiano, attraverso la costruzione di un ‘paesaggio’ di design con ricchezza di vedute, da esplorare e indagare, implementabile e mutabile nel tempo” – hanno raccontato Ico Migliore, Mara Servetto e Italo Lupi, che tornano ad unire talenti ed energie in questo nuovo progetto. 
Uno spazio polifonico costruito intorno al visitatore, che potrà dialogare con il museo e compiere azioni, individuali e collettive: toccare, cercare, ascoltare, definendo così percorsi di volta in volta differenti. 
Parliamo di museo narrante perché lo spazio deve trasmettere una storia, capace di rendere il visitatore attivo protagonista. Il progettista, dunque, è chiamato a disegnare non più strutture espositive, ma relazioni: tra lo spazio e gli oggetti, tra gli oggetti e l’uomo, tra l’uomo e la storia” – hanno proseguito gli architetti. 
Si pone quindi l’accento sull’azione piuttosto che sull’osservazione passiva, elaborando piani e tempi di lettura diversi, e facendo leva su un uso innovativo delle tecnologie multimediali per costruire un’avvolgente estensione della realtà storica. 
L’ADI Design Museum sarà quindi un vero e proprio "teatro del design” dove la conservazione delle opere si farà narrazione, offrendo un’esperienza tanto formativa quanto emozionale. 

Crediti fotografici: Migliore+Servetto, Italo Lupi

Pubblicato su Modulo 417, gennaio/febbraio 2019
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