Il rapporto, oltre all’usuale analisi delle gare Bim, intende tracciare un bilancio complessivo dell’evoluzione digitale e dell’applicazione dell’Ia nel settore delle costruzioni e della professione.
Sono emersi alcuni dati durante la presentazione del 9° Rapporto OICE sulla digitalizzazione. Per quanto attiene alle “gare Bim” del 2025 i risultati del Report sono stati illustrati dal Vice Presidente Oice con delega per la digitalizzazione. Nel report si evidenzia che rispetto al 2024 le “gare Bim” crescono sia in numero che in valore: le procedure rilevate sono state 638, in aumento dell’80,7% rispetto all’anno precedente, mentre il valore complessivo ha raggiunto i 1.496 milioni di euro, con un incremento del 151,1% sul 2024. Cresce anche il peso del Bim sul totale delle gare per servizi di ingegneria e architettura: la quota dei bandi che ne prevedono l’utilizzo sale al 27,0%, dal 13,2% del 2024, rappresentando il 56,5% del valore complessivo delle procedure, rispetto al 35,3% dell’anno precedente. Il Rapporto evidenzia inoltre una crescente attenzione alla strutturazione documentale delle gare. In particolare, l’adozione dei capitolati informativi Bim tra i documenti di gara è salita dal 25,2% del 2024 al 34,3% nel 2025, segnalando un consolidamento - peraltro assolutamente insufficiente in termini assoluti - delle pratiche di gestione informativa negli appalti pubblici. La quasi totalità delle gare si colloca sopra la soglia comunitaria dei 221.000 euro: sono 584 bandi dal valore complessivo di 1.488 milioni, pari rispettivamente al 91,5% e al 99,4% del totale. La maggior parte delle procedure riguarda attività di progettazione (71,9%). In crescita il ruolo delle Amministrazioni dello Stato, che rappresentano il 27,9% dei bandi (21,0% nel 2024). Tra i principali enti appaltanti sono Agenzia del Demanio, Ministero della Difesa e ANAS, che pubblicano bandi pari a circa il 40% del valore totale delle gare e in numero, pari al 17,4%.