Prenderà vita dal 18.09 al 13.12.2026 in location diverse tra Reggio Calabria e Messina. La manifestazione è un progetto culturale ideato da Alfonso Femia e promosso dalla Fondazione "Le città del futuro" con il sostegno di enti pubblici e privati.
La Biennale dello Stretto giunge alla sua terza edizione: un progetto culturale reale e ambizioso, che intende raccogliere e offrire visioni lucide sul futuro a scala internazionale. Nella visione contemporanea diffusa e prevalente, il Sud – dell’Italia, ma non solo – non è il luogo deputato ai grandi eventi culturali, che “stanno di casa” nelle città grandi e molto grandi del settentrione dell’Italia e in Europa. Lo stigma sulle due regioni – nutrito di pregiudizi e narrazioni negative – perdura indifferente malgrado l’indiscutibile vitalità ed effervescenza di questi territori e gli esempi virtuosi che emergono con sempre maggior frequenza. Lo Stretto affaccia sul Mediterraneo del Sud, “vede” i Paesi che, in termini demografici, saranno prevalenti nei prossimi anni: sono quelli dell’area Mena - Middle East and North Africa - dal Marocco all'Iran, Nord Africa e Golfo Persico. Secondo Save the Children, entro il 2030, oltre il 40 per cento della popolazione giovanile mondiale sarà africana ed entro il 2050 l'Africa esprimerà più del 25 per cento della popolazione globale, con un incremento fino a 2,1 miliardi e un’età media inferiore ai 25 anni. Dal punto di vista economico, l’Africa è il secondo continente, dopo l’Asia, con il più alto tasso di crescita.
È un cambiamento, una Mutazione sostanziale in cui la terna geografia-territorio-paesaggio è campo d’azione per lavorare e mitigare il disallineamento evolutivo. Tutto questo ha a che vedere con lo studio delle città e con l’architettura. In continuità con l’approccio messo in atto nelle edizioni precedenti, Alfonso Femia riafferma l’unicità della Biennale dello Stretto, legata alla sua identità geografica, storica e culturale. “Mutazioni” intende esprimere ed esasperare l’irrevocabilità e la profondità del cambiamento, che non è più lineare, né filtrato da una progressione temporale.