Pubblicato il 23 ottobre 2019

Oice, le gare italiane sono passate da 778 a 944

Con il ritorno dell'appalto integrato il valore dei bandi chiude i primi nove mesi in crescita del 14%
Nei primi nove mesi del 2019 la progettazione si mantiene in campo positivo nel valore. Il dato più rilevante è quello sugli appalti integrati nei tre mesi estivi (luglio-settembre), dopo l'entrata in vigore del decreto sblocca-cantieri: il numero è cresciuto del 72% e il valore stimato della progettazione esecutiva oggetto di questi bandi è aumentato di 11 volte rispetto agli stessi mesi del 2018. Si tratta di 13,3 milioni di progettazione esecutiva che si aggiungono al valore delle gare di progettazione pura, rimaste stabili nello stesso triennio. Nei nove mesi del 2019, per il totale dei servizi di ingegneria e architettura sono state bandite 4.161 gare per 998,3 milioni che, confrontati con i primi nove mesi del 2018, mostrano il calo del 3,3% nel numero ma la crescita del 18,3% nel valore. «Il dato dei primi nove mesi dell'anno – ha dichiarato Gabriele Scicolone, presidente Oice – conferma un andamento altalenante dei bandi di progettazione: dopo un inizio eccellente, da giugno è iniziata una fase calante in numero che ha attraversato i mesi estivi e che forse ancora deve trovare il suo minimo. Il cambio di passo è dovuto anche all'entrata in vigore del decreto sblocca cantieri che ha incentivato il ricorso all'appalto integrato e che ha assorbito negli ultimi tre mesi 13,3 milioni di sola progettazione esecutiva in più rispetto all'anno scorso. Da notare che nel 2019 il mercato è sostenuto dalle gare sopra soglia, sia nel mercato della sola progettazione sia in quello di tutti i servizi di ingegneria e architettura, un mercato che vede un ampio ricorso allo strumento dell'accordo quadro».

Le gare italiane pubblicate sulla gazzetta comunitaria sono passate dalle 778 unità dei primi nove mesi del 2018, alle 944 dei nove appena trascorsi, con un aumento del 21,3%. Nell'insieme dei paesi dell'Unione Europea il numero dei bandi presenta, nello stesso periodo, una crescita del 16,8%. Cresce quindi l'incidenza del nostro Paese nei nove mesi del 2019 continuando però ad attestarsi su un modesto 3,8%, un dato di gran lunga inferiore rispetto a quello di paesi di paragonabile rilevanza economica: Germania 26,7%, Francia 23,2%, Polonia 11,7%, Svezia 4%.

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