Pubblicato il 9 ottobre 2019

Milano e New York, due città che puntano sul verde

Alla Triennale di Milano ai è tenuto un incontro pubblico "Milano-New York. La sfida del Green Deal" promosso da Legacoop Lombardia con il patrocinio del Comune di Milano e del Comune di New York. Al convegno, che ha messo a confronto le politiche di sostenibilità nei due contesti urbani con particolare riferimento al tema dei tetti verdi, è intervenuto il membro del consiglio comunale di New York Rafael Espinal, il Presidente della Triennale di Milano Stefano Boeri, la Presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto, il Presidente di Legacoop Attilio Dadda e il Presidente di Legacoop nazionale Mauro Lusetti.
Entrambe le città, infatti, hanno siglato “green deal” con i propri cittadini, pianificando riqualificazioni urbane. Espinal da tempo sostiene soluzioni ecologiche e sostenibili per la città, dall’agricoltura urbana all’espansione dei tetti verdi e dei pannelli solari, dalla riduzione dell’uso della plastica all’utilizzo di veicoli elettrici; Maran sta lavorando molto all’incremento del verde anche attraverso il Piano di Governo del Territorio per Milano 2030 che prevede la nascita di 20 nuovi parchi, un piano di forestazione urbana che porterà 3 milioni di nuovi alberi su scala metropolitana, la nascita del Grande Parco Metropolitano e nuove regole per la promozione dei tetti verdi in città. È inoltre protagonista dell’accordo per la rigenerazione dei 7 scali ferroviari dismessi di Milano, dove nasceranno 7 nuovi parchi. 

Da tempo, il Comune di Milano riflette sulla possibilità di convertire i tetti in aree verdi. A riproporre con forza l’argomento è la notizia, di poche settimane fa, che i tetti verdi a NY diventeranno obbligatori per legge, almeno per i nuovi edifici. Si tratta di un provvedimento incluso nel Climate Mobilization Act, che punta a intraprendere una serie di iniziative per rendere la Grande Mela più sostenibile. In particolare il New Green Deal esige che tutti i nuovi edifici, residenziali o commerciali, e tutti quelli che vengono sottoposti a ristrutturazioni debbano avere il tetto ricoperto di piante oppure di pannelli solari, o ancora turbine eoliche (o una combinazione dei tre elementi). 

Numerosi i vantaggi legati all’installazione di tetti verdi, non solo l’efficacia nel contrastare la presenza di Co2 nell’aria, ma anche la funzione di isolante termico per gli edifici. In generale il nuovo regolamento mira ad aumentare l’efficienza energetica degli edifici newyorkesi, e a ridurre le emissioni di CO2 nella metropoli entro il 2030. Si parla di una riduzione di emissioni dell’80% entro il 2050. 

A Milano, l’introduzione dei tetti verdi risolverebbe o attenuerebbe, inoltre, un annoso problema, quello delle esondazioni dei fiumi interrati come il Seveso. I ‘living roofs’ sarebbero in grado di trattenere dal 40% all’80% del volume di pioggia intercettato, mentre nei momenti di massima piovosità sarebbero in grado di ridurre il flusso di acqua inviato alle grondaie del 60 – 80% rispetto ad un normale tetto spiovente. I tetti verdi, infatti, agirebbero come piccole vasche di laminazione evitando la saturazione delle reti fognarie e i conseguenti allagamenti delle vie cittadini, con tutti i disagi che comportano, soprattutto per il traffico.