Pubblicato il 6 dicembre 2018

Lo start point per il nuovo Campus di Architettura del Politecnico di Milano

Dall’idea originale di Renzo Piano, il progetto di OTTAVIO DI BLASI & Partners valorizza e sviluppa un’architettura non in competizione con il passato, in un concept condiviso di ‘spazio di relazione’ aperto alla cittadinanza.
Il cantiere per la realizzazione del nuovo Campus di Architettura del Politecnico di Milano è partito ad agosto 2018. Concluse le demolizioni, ha ora inizio la fase costruttiva, la cui fine lavori è prevista per dicembre 2019. 

Sull’onda della trasformazione urbana, ed economica, che sta riconfigurando la fisionomia del capoluogo lombardo, anche il prestigioso ateneo punta sulla riqualificazione architettonica per potenziare un’offerta didattica sempre più internazionale e in crescita. 
Il planning, un ensamble di nuovi edifici e di recupero della memoria storica, vede la staffetta tra Renzo Piano, ideatore del progetto, e Ottavio Di Blasi, sviluppatore di preliminare e fase esecutiva definitiva. Per un risultato che sarà un polo universitario aperto alla città, studiato per interagire con tutti i suoi fruitori, non solo con chi è strettamente coinvolto nelle attività pedagogiche, e che aggiunge oltre 800 posti studio a quelli esistenti. 

L’area interessata, in Città Studi, è quella degli spazi di via Bonardi, radicalmente riorganizzati nella forma e nella funzione da un’idea e con la partecipazione di Renzo Piano, alumnus dell’ateneo, il cui progetto architettonico, donato al Politecnico di Milano, nella fase preliminare e definitiva è sviluppato da OTTAVIO DI BLASI & Partners, con la sovrintendenza ed esecuzione dello stesso Ottavio Di Blasi. 

Nell’ambito di un’eredità fatta di edifici da salvaguardare e altri da rinnovare interamente, l’operazione – sotto la supervisione di Ottavio di Blasi – prevede la demolizione di alcuni volumi secondari, a favore di costruzioni di nuova realizzazione altamente performanti, e la ristrutturazione di elementi storici esistenti, tra cui quelli disegnati da Gio Ponti e Vittoriano Viganò, anche attraverso l’ammodernamento e l’implementazione impiantistica. “Si tratta di un’architettura che non intende competere con il passato – sottolinea Di Blasi –, ma, anzi, vuole essere rispettosa il più possibile di un patrimonio prezioso. Gio Ponti amava le ceramiche, che noi affianchiamo a materiali contemporanei”.

Preservare la memoria è una condizione necessaria per Di Blasi, soprattutto alla luce della scoperta, in fase di preparazione lavori, di alcune parti sino ad ora non visibili nell’edificio Trifoglio, in particolare, un grande soffitto cassettonato in cemento gettato con cassero a perdere che sarà restaurato. Orgoglio della comunità politecnica, lo storico Trifoglio di Gio Ponti sarà interamente rivisto in ogni sua parte, con il rifacimento della scala e di tutte le aule, con arredo cablato per complessivi 2000 posti, ad eccezione di una di cui sarà preservata la testimonianza storica.

Il ‘nuovo’, un totale di 4200 mq e uno spazio esterno di 8950 mq costruiti con tecniche d’avanguardia e ad alta efficienza energetica, consta di 3 realizzazioni. L’edificio più emblematico è quello che ospiterà il laboratorio di modellistica architettonica della Scuola di Architettura. 
Da solo, occupa una superficie di 1600 mq su due livelli e si candida ad essere esempio d’eccellenza nelle attività fisiche e digitali per l’architettura. Luogo di lavoro e formazione assistita per studenti e dottorandi, è composto da spazi riservati alle attività di modellazione, locali per macchine da modellismo, falegnameria, plotter da taglio, stampa 3D, officina metalli, set fotografico, locale verniciatura, teatro virtuale, zone espositive per modelli in scala 1:1. 
Un secondo edificio sarà dedicato ad aule da disegno/laboratorio che occuperanno una superficie di 2700 mq, per un totale di quattro aule da 130 posti, e si svilupperà su quattro livelli, oltre ad un livello interrato impiantistico e di servizio. Un terzo edificio è dedicato interamente alla didattica con tre aule per 288 posti complessivi su 800 mq. Ma il cuore del progetto è costituito dal parterre: un lastricato urbano permeabile, costellato da oasi verdi dove trovano dimora più di 130 alberi, reale tessuto connettivo che collega le varie porzioni del campus; l’invaso del campus sarà rivestito dello stesso materiale, mirando a riqualificare il marciapiede di via Bonardi previsto parzialmente pedonale. 
A questo si aggiungono altri spazi verdi come le due terrazze allestite a piazze urbane, coperture degli edifici praticabili per manifestazioni ed eventi internazionali e fruibili dai non addetti ai lavori. Una sostanziale differenza, questa, rispetto ai campus universitari americani, cioè quella di essere concepiti come dispositivi urbani fondamentali. 

La scelta ‘verde’ incarna in pieno l’idea di architettura di Renzo Piano e Ottavio Di Blasi: “rendere la città luoghi migliori, significa aprire gli ambienti, inondare di luce, creare luoghi di ‘urbanità’ come il nuovo spazio verde, condiviso con la città e aperto a tutti. Un Campus aperto, internazionale e portatore di avanguardia”.

Crediti: ODB
Vai alla scheda dello studio di progettazione: ODB - OTTAVIO DI BLASI & PARTNERS | RENZO PIANO BUILDING WORKSHOP
Categorie: Architettura