Pubblicato il 10 luglio 2020

Scenari Immobiliari 2020: Le voci delle sgr

Si è tenuta a Milano la web conference di presentazione del Rapporto 2020 “I Fondi immobiliari in Italia e all’estero”, realizzato da Scenari Immobiliari in collaborazione con lo Studio Casadei che ne ha curato la parte di analisi finanziaria.
Alla realizzazione del Rapporto, giunto alla 36ma edizione, hanno collaborato anche le sgr del mercato immobiliare che hanno così commentato:

“Dopo gli ottimi risultati del risparmio gestito nel 2019 – ha dichiarato Ofer Arbib (ANTIRION SGR) - c'era sicuramente grande aspettativa sul 2020 che rappresenta anche il primo anno di partecipazione della nostra SGR al Rapporto Fondi. Nonostante la crisi globale del Covid-19, manteniamo un atteggiamento di fiducia che si basa su un approccio solido costruito negli anni: abbiamo attratto investitori internazionali, abbiamo creduto nelle eccellenze italiane come il turismo e punteremo sempre di più sulla diversificazione. I prossimi mesi presenteranno delle criticità, ma contiamo che l'outlook di medio-lungo termine resti positivo”.

“Il 36° Rapporto di Scenari Immobiliari – ha aggiunto Giovanni M. Benucci (Fabrica Immobiliare Sgr) - ci offre, come ogni anno, una prospettiva dall’alto dell’Industria dei fondi immobiliari in Italia e all’estero, ancora più preziosa nel momento attuale, in cui le valutazioni non possono limitarsi a un approccio inerziale e le scelte d’investimento e organizzazione del business devono connotarsi di particolare tempestività e capacità di cogliere i cambiamenti.
In particolare, il confronto con le esperienze degli altri paesi lascia emergere con ulteriore acutezza l’urgenza di aggiornamento dell’ecosistema in cui i fondi immobiliari domestici devono muoversi, affinché possano concretamente svolgere un ruolo di traino e sviluppo per tutto il settore di fronte alle nuove sfide.L’analisi storica dell’andamento dell’Industria dei fondi, inoltre, rende una base di riferimento per interpretare lucidamente la prospettiva di medio – lungo termine. Il focus sui dati dell’anno 2019, che si chiudeva anche con riguardo al mercato nazionale con più luci che ombre, consente di cogliere i macrotrends che possono orientare fondatamente anche le scelte di breve termine, pure in un contesto generale in cui l’incertezza è l’unica certezza disponibile. Il Rapporto rimane una bussola indispensabile per gli operatori del settore”.

"Mai come oggi – ha affermato Domenico Bilotta (InvestiRE Sgr) - i conduttori e soprattutto gli operatori che usano immobili per esercitare la propria attività industriale sono al centro dell'attenzione di qualsiasi asset class.  In alcuni casi potremo essere costretti a condividere il rischio imprenditoriale per non trovarci in maggiori difficoltà ed in altri potremo cogliere maggiori opportunità per consolidare il posizionamento su specifici mercati".

"Il Rapporto Fondi Immobiliari – ha commentato Giovanna Della Posta (Invimit Sgr Spa) - evidenzia come la performance media sia in sostanziale miglioramento nel 2019, con un 1,5% contro un 1,2% dell’anno precedente. Bisogna, però, continuare a lavorare su questo fronte per essere più competitivi in Europa dove la performance media dei primi dieci fondi, come si evince dal rapporto, è del 3,5%. E’ un tema che riguarda tutta la filiera, la redditività è il risultato di un mix di fattori tra i quali senza dubbio oltre ad un andamento delle vendite e delle locazioni, anche l’efficienza e l’ottimizzazione dei costi. In questa sfida, a mio avviso, oltre al capitale umano che va messo in gioco per creare le migliori best practices per competere a livello europeo e internazionale, giocherà un ruolo sempre più determinante la tecnologia, sia con prodotti sempre più innovativi sia con un maggiore controllo e presidio dei costi".

“Nel contesto di crisi determinata dal Covid 19 – ha sottolineato Nicholas Garattini (Generali Real Estate Sgr) - il settore immobiliare conserva un ruolo di interesse presso gli investitori. Pur con la sua gravità, la crisi ha avuto l’effetto di accelerare fenomeni già in atto nei vari settori piuttosto che determinare elementi di rottura: in tal senso i gestori più preparati possono trovare leve strategiche per fornire prodotti con buone prospettive anche per i prossimi anni”.

“L’industria immobiliare italiana e il settore dei fondi in particolare – ha affermato Michele Stella (Torre SGR )-  ha manifestato segnali di crescita sempre più convincenti. Nel 2019 l’Italia è cresciuta di circa il 10%, in linea con Paesi come Germania e Francia, più della Gran Bretagna. La performance rimane il tema su cui focalizzarsi con più attenzione. Il rendimento 2019, usando come indicatore il ROE, non è in linea con i rendimenti dei nostri competitors europei. Bisogna lavorare di più sul prodotto per attirare sempre maggiori e ‘migliori’ capitali”.

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