ATTUALITÀ

24 settembre 2026

Inaugurazione della Biennale dello Stretto

Si apre la terza edizione della Biennale dello Stretto che prenderà vita sino al 13 dicembre in location diverse tra Reggio Calabria e Messina. La manifestazione è un progetto culturale ideato da Alfonso Femia e promosso dalla Fondazione "Le città del futuro" in partnership e con il sostegno di enti pubblici e privati, e che quest’anno ha il patrocinio del Ministero della Cultura.
Oreste Vartellini, presidente IN / ARCH Calabria, ha anticipato ad Alfonso Femia, presidente di Fondazione "Le Città del Futuro" e ideatore della Biennale, l’assegnazione del premio regionale Bruno Zevi per la diffusione della cultura architettonica. La cerimonia di premiazione ufficiale si terrà a Cosenza, alla Conference Hall Pierluigi Nervi. Un percorso denso di entusiasmo, passione e ricerca che ha consentito alla Biennale di ritornare negli spazi di Forte Batteria Siacci a Campo Calabro, al Museo Archeologico Nazionale a Reggio Calabria e al Monte di Pietà a Messina. La struttura della Biennale è semplice: un percorso espositivo di architettura, fotografia e arte, indoor e outdoor, nel forte umbertino di Campo Calabro — il più grande e scenografico della catena di 24 forti costruiti, dopo la metà dell'Ottocento, sullo Stretto di Messina — e un programma di giornate di dibattito e approfondimento che si svolgono dall'inaugurazione alla conclusione della manifestazione, a scansione mensile. Nata per volontà ed iniziativa dell’architetto Alfonso Femia, promossa da Fondazione Le Città del Futuro, realizzata da 500x100sb in partnership e con il sostegno di enti pubblici e privati, non è un evento, ma un progetto culturale, laboratorio che attiva processi e orienta verso contributi concreti al territorio.
Il tema di questa edizione è Mutazioni - termine preso in prestito dalla biologia, mitigato nel suo significato severo di alterazione genetica - per esprimere l’irrevocabilità e la profondità del cambiamento e continuare a scandagliare le potenzialità dell’area mediterranea prendendo in esame tutti gli elementi che la descrivono, talvolta contrastanti, – paesaggi, culture, architetture, città –  e ipotizzarne lo sviluppo futuro. Il tema prende spunto da una premessa concettuale che è, in realtà, un’evidenza: dalla fine del secolo scorso, l’andamento dei cambiamenti è diventato imprevedibile con effetti collaterali altrettanto inaspettati. Alla linearità evolutiva si sta sostituendo una sequenza di espansioni e contrazioni e al progresso un ventaglio di possibili scelte alternative, in cui le trasformazioni e i processi sono, spesso, frammentati o interrotti. Tra le situazioni più significative, perché esposte a posizionamenti critici e progettuali del tutto nuovi, vi sono quelle generate da coppie dialettiche di forme-idee che sono gli assi di sviluppo del tema.
Vai alla scheda dello studio di progettazione: ATELIER(S) ALFONSO FEMIA (AF157)