Pubblicato il 12 febbraio 2020

Concorso Coima per rigenerare il complesso di via Pirelli 39

Gli studi selezionati sono 3xn (Danimarca), David Chipperfield (Inghilterra/Italia), Diller Scofidio + Boeri (Usa/Italia), Heatherwick (Inghilterra), Vittorio Grassi (Italia) e Wilmotte (Francia).
Sono sei gli studi di architettura ammessi a partecipare alla fase di progettazione per la rigenerazione del complesso di via Pirelli 39 a Milano, il P39, ovvero il cosiddetto Pirellino, occupato dagli uffici amministrativi del Comune di Milano, nell'ambito di un concorso internazionale indetto a fine 2019 da Coima Sgr. La prima fase del concorso era stata quella di ammissione, la seconda sarà appunto quella di progettazione, che durerà dall'11 febbraio al 6 aprile, con aggiudicazione finale prevista entro maggio. Gli studi selezionati dovranno predisporre un progetto per le architetture e per le aree pubbliche, sulla base delle linee guida del masterplan Porta Nuova Gioia e secondo il brief di sviluppo predisposto da Coima Sgr, creando un distretto modello di sostenibilità e attivatore di comunità attraverso Coima Roots.  Alla fase di ammissione hanno partecipato 70 raggruppamenti con 359 studi di architettura, landscape/urban design e ingegneria in rappresentanza di 15 Paesi (Italia, Austria, Belgio, Danimarca, Francia, Germania, Inghilterra, Norvegia, Olanda, Svizzera, Spagna, Cina, Colombia, Giappone e Stati Uniti). A selezionare i sei studi è stata una giuria di cui fanno parte, tra gli altri, Gregg Jones, responsabile del masterplan di Porta Nuova Gioia, Manfredi Catella, Gabriele Bonfiglioli, Matteo Ravà ed Ettore Nobili di Coima Sgr. Con il concorso per Pirelli 39 salgono a oltre 500 gli studi che hanno partecipato ai concorsi indetti da Coima negli ultimi 24 mesi. L'area è il completamento di Porta Nuova e contribuirà alla realizzazione di un corridoio di rigenerazione urbana verde e sostenibile dalla Stazione Centrale allo Scalo Farini, fino alle aree Expo attraversando la Bovisa. Pirelli 39 era stato messo in vendita dal Comune di Milano tramite un'asta pubblica a cui avevano preso parte cinque operatori italiani e internazionali del mondo immobiliare e finanziario. L'operazione è stata perfezionata dal fondo immobiliare discrezionale Coima Opportunity Fund II.