Pubblicato il 19 giugno 2019

La prima Zecca d'Italia diventerà un polo culturale polifunzionale

Alla presenza del sindaco Virginia Raggi, dell’arch. Alfonso Femia, di Paolo Aielli amministratore delegato dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e dell’ing.Francesco Bigi, responsabile attività immobiliari dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, è stato presentato ieri il progetto vincitore del concorso internazionale per la riqualificazione e il recupero del primo edificio della Zecca dello Stato in via Principe Umberto a Roma. Il raggruppamento vincitore è quello guidato dallo Studio Atelier(S) Alfonso Femia.
Il Progetto prevede la nascita di un nuovo polo culturale che comprende uno spazio museale idoneo alla valorizzazione delle macchine di archeologia industriale qui custodite e all’esposizione del gigantesco patrimonio nazionale numismatico, un centro convegni, una biblioteca con archivio storico, uno spazio per mostre temporanee. Viene inoltre rafforzata la tradizione della Scuola dell’Arte della Medaglia (SAM), attiva nell’edificio sin dai tempi della sua fondazione nel 1911, con l’introduzione di laboratori e ateliers espositivi per i lavori degli studenti più meritevoli.

L’intervento ha come primo obiettivo la riqualificazione del palazzo storico e la creazione di nuove dinamiche aggregative e sociali all’interno di un quartiere particolare come l’Esquilino, proponendo l’edificio come un luogo aperto alla città, dove avvengono, nel corso della giornata,una concatenazione di eventi.

Il motto del progetto vincitore ‘Il tempo di prendere tempo’ esprime l’intento di ridare valore al patrimonio culturale esistente, riappropriandosi di esso, confrontandosi con il passato.

Il dialogo tra passato e futuro si persegue attraverso il recupero degli spazi storici dell’edificio, come le corti che vengono liberate dalle superfetazioni e i lucernari originari a shed che vengono ripristinati;  i nuovi volumi sono leggeri, rivestiti con intelaiatura metallica filigranata e dialogano con l’edificio esistente senza entrare in competizione. Il nuovo fronte del secondo piano, dall’estetica contemporanea, è visibile infatti da via Principe Amedeo ma non dalla storica facciata di via Principe Umberto.

Vai alla scheda dello studio di progettazione: ATELIER(S) ALFONSO FEMIA (AF157)