Nell’immagine è visibile una copertura realizzata mediante elementi discontinui in laterizio, posati su una superficie curva. Per essa si sono attivati fenomeni di infiltrazione idrica all’intradosso del solaio.
Cosa è successo?
Nell’immagine è visibile, quale semplice esempio, una copertura realizzata mediante elementi discontinui in laterizio, posati su una superficie curva. Per essa si sono attivati fenomeni di infiltrazione idrica all’intradosso del solaio. Il fenomeno è connesso a una errata valutazione delle pendenze minime necessarie per evitare infiltrazioni idriche dovute all’azione combinata di pioggia e vento. Se è vero che la curvatura della copertura è sufficiente in corrispondenza della zona di gronda e fino a una pendenza media delle tegole di circa 35°, man mano che ci si avvicina al colmo, la pemdeza arriva a 0°. In questa situazione, la risultante fra forza di gravità (diretta verticalmente), connessa al peso proprio delle particelle di pioggia, e la forza (anche di minima intensità) dovuta all’azione del vento (diretta, nella sostanza, prevalentemente in senso orizzontale) che è diretta diagonalmente, permette alla particella di passare fra il giunto di una tegola e l’altra. In questa situazione, soprattutto per coperture realizzate con semplice struttura lignea o similare (ove, sostanzialmente, si hanno discontinuità fisiche), l’acqua riesce a permeare all’interno.