I solai in laterocemento realizzati fino agli anni ’50 erano dotati di ridotta inerzia e, nella maggior parte dei casi, non provvisti di cappa di irrigidimento superiore armata.
Questa situazione si accompagnava, spesso, a una struttura verticale realizzata mediante muratura portante in mattoni pieni. Molte abitazioni e non solo sono realizzate con questa tecnologia anche in relazione al boom edilizio del dopoguerra. Molte, ancora, le abitazioni realizzate con il minimo uso di materiali, soprattutto cemento e acciaio, visto il loro importante costo, in relazione anche alla ridotta disponibilità economica molto spesso presente.
Le tecnologie presenti
Le tecnologie utilizzate per la situazione sopra esposta sono le seguenti:
• solaio in laterocemento, con spessore variabile fra circa 16 e circa 20 cm; il solaio è realizzato in opera, con passo dei travetti variabile fra 25 e 40 cm, cappa collaborante di spessore variabile fra 0 e 2 cm senza armatura. Moltissime sono le geometrie degli elementi di alleggerimento
(pignatte), con forme sia tradizionalmente rettangolari sia anche a trapezio, a triangolo e altro ancora. L’acciaio utilizzato è del tipo “liscio” con barre di diametri oggi considerati molto ridotti (5, 6 o 8 mm). L’obiettivo era di usare in meno possibile sia acciaio sia cemento.
• muratura portante in mattoni pieni/semipieni di laterizio o blocchi in pietra. Gli spessori utilizzati variano, generalmente, fra i 25 e i 40 cm. In corrispondenza del solaio si ha un cordolo in calcestruzzo della stessa larghezza della muratura e di altezza pari a quelle del solaio.
• finiture realizzate mediante piastrelle ceramiche o similari su sottofondo in sabbia e cemento. Lo spessore tipico è intorno ai 10 cm.