Dal rilievo alla fruizione

Inclusività e modelli digitali per il patrimonio architettonico
Inclusività tra tutela e fruizione: il ruolo dei modelli digitali
Una delle tematiche più dibattute nell’ambito del patrimonio culturale, in particolar modo per quello architettonico, è l’accessibilità. Intesa come dovere etico e sociale volto a garantire la piena partecipazione di ogni individuo alla vita culturale e sociale, l’accessibilità entra in conflitto con le vulnerabilità intrinseche e le istanze di conservazione dei beni culturali. (Salvà Cantarellas, 2023).
In questo contesto si inserisce un approccio capace di superare le soluzioni standardizzate: il Design for All, o Universal Design. Tale visione propone un vero e proprio cambio di paradigma: dal progetto incentrato sulla disabilità, che tende a rimarcare le differenze tra normodotati
e disabili, si passa a un progetto pensato per un’utenza ampliata, che riconosce nell’unicità e nella complessità del genere umano un valore fondamentale. Età, profili psico-fisici e background culturali vengono considerati elementi costitutivi del processo progettuale (Guida et al., 2021). In parallelo, la digitalizzazione del patrimonio culturale, promossa da numerosi programmi nazionali (come il PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) ed europei (NGEU – Next Generation European Union), sta trasformando profondamente l’approccio alla complessità e alla frammentarietà delle informazioni storico-costruttive dei beni architettonici, ottimizzando i processi di gestione e centralizzando le informazioni in un unico ambiente virtuale interoperabile. Riferimento importante in questo quadro operativo è la Digital Library dell’Istituto Centrale per la Digitalizzazione del Patrimonio, nata con l’obiettivo di coordinare e promuovere i programmi di digitalizzazione del patrimonio culturale di competenza del Ministero. (Istituto centrale per la digitalizzazione del patrimonio culturale – Digital Library, 2020).
Pubblicato in Modulo 457