LIMOGES CONCERT HALL

Città: LIMOGES
Nazione: FRANCIA
Tipologia: CULTURA
Progettista Architettonico: BERNARD TSCHUMI ARCHITECTS
Date: 2007
A Limoges, Tschumi continua la sua ricerca sul rapporto tra architettura e grandi involucri, in particolare torna ad esplorare il tema del doppio guscio sia sotto il profilo prestazionale e biocimatico che funzionale e distributivo. Già sperimentato a Rouen, questo sistema tecnologico si arricchisce però di una nuova strategia ed espressività materica.
Il doppio involucro dello Zénith di Rouen è costituito da una pelle esterna in acciaio e da una interna in cemento faccia a vista. La nuova Concert Hall di Limoges è una struttura ibrida: l’involucro esterno è in policarbonato alveolare con ossatura portante centinata in legno lamellare; quello interno, che racchiude la cavea, in legno a traforo acustico e struttura in cemento.
Il protagonismo del legno è generato dalla natura stessa del luogo per due ordini di motivi economico ed ambientali: il primo è legato alla produzione di legno per l’edilizia che caratterizza una delle principali forme di industrializzazione dell’intera Regione; il secondo è determinato dall’identità dell’area dove sorge il teatro. Fuori dal centro cittadino, lo Zénith occupa infatti una splendida radure all’interno di un bosco di alberi secolari che si estende per oltre 6 ettari. Per Tschumi, queste particolari condizioni garantiscono quel legame tra “concetto” e “contesto” che salvaguardano l’autenticità intellettuale dell’opera.
Nel cuore del bosco, al termine di una poetica promenade notturna, si impone inatteso il grande involucro traslucido del teatro, che la sera si illumina come una lanterna, dichiarando eventi e manifestazioni, senza quasi bisogno di alcuna segnaletica mediatica. Un’architettura dalla forma iconica reminescente di una navetta UFO, simbolicamente atterrata all’interno di un’antica foresta. Il landscaping dell’area è stato attentamente studiato per potenziare la spettacolarità dell’arrivo: per accogliere il grande pubblico, il parco circostante è stato ridisegnato da 300 nuove alberature ed il parcheggio (1.500 posti auto) trattato con sassolini vulcanici della vicina regione del Puy de Dôme, che assicurano la necessaria stabilità pur lasciando che l’erba continui a crescere con ovvi vantaggi paesaggistici.
Crediti fotografici: Bernard Tschumi Architects