TORRI GEMELLE ENEL NEL CENTRO DIREZIONALE

Città: NAPOLI
Nazione: ITALIA
Tipologia: EDIFICI PER UFFICI
Progettista Architettonico: PICA CIAMARRA ASSOCIATI
Date: 1995
L’incarico della CTIP spa concessionaria ENEL richiede di progettare la sede compartimentale dell’azienda pubblica (uffici operativi e direzionali, sale espositiva e conferenza, mensa, centro di calcolo ecc.) in due edifici uguali nella zona più esterna del centro concludendo l’asse principale ad occidente su pizza Salerno. Fra il 1986 e il 1990 si redige il progetto cui segue l’immediata realizzazione. Inserito nel masterplan di Kenzo Tange, nel vincolarsi alle sue prescrizioni generali che nei lotti indicati prevedono piante a forma di parellelogramma con profondità molto limitata, scelta cardine è di ruotare tali sagome di 45° rispetto la giacitura originaria in modo da aprirne le volumetrie alla città. Si costituisce così una sorta di porta civica moderna – ancor più esaltata dalla idea preliminare, non accettata, di collegare tramite una passerella aerea i due edifici – che mediando il raccordo con il tessuto urbano esistente rimarca l’accesso alla cittadella direzionale. Con terminali rastremati a punta tridimensionalmente si sviluppa in due torri gemelle, snelle lame “taglienti” alte circa 110 m con 33 piani sospesi mediante cavi e leganti ad una possente trave in acciaio in copertura poggiata sulle testate triangolari in cemento armato. Per utilizzare appieno la superficie rettangolare della parte centrale destianta ad uffici, in queste estremità dalla geometria obliqua sono collocati i sistemi di connessione verticale, caratterizzati da ascensori panoramici incanalati in robuste “guide” esterne, e servizi igienici, mentre il quarto e l’ultimo livello sono destinati agli impianti tecnici Nel liberare i vari livelli da elementi strutturali, la soluzione tecnologica e distributiva adottata consente lo sfruttamento massimo delle ridotte dimensioni dando anche l’opportunità di lavorare la massa attraverso l’inserimento di volumi svincolati dal limite perimetrale come le sale esposizione e convegni poste in spazialità sospese e gli ingressi articolati su tre livelli in modo da connettersi alle diverse quote di accesso carrabile sotterraneo e pedonale. C’è poi l’articolato attacco a terra. Nel radicare l’edificio al suolo ne modella plasticamente la zona basamentale nell’ampio atrio parzialmente staccato dai piani superiori in modo da creare un vuoto passante che scava lo spessore complessivo dell’edificio. Ne definisce l’aspetto una morbida serpentina di mattoni rossi, contrappunto coloristico ai toni complessivi grigio scuro, nero e verde, sul lato posteriore e un volume sghembo coperto a vetri, dove si aprono gli ingressi a quota pedonale, sul fronte principale. Modulata in un’alternanza di vetri opachi e riflettenti, la pannellatura di facciata nella zona uffici esita un curtain wall variegato, raccordato inferiormente alla travatura reticolare del piano tecnico lasciata a vista . Altro trattamento distingue le testate triangolari rivestite con lastre di alluminio alucobond.
Crediti fotografici: Pica Ciamarra Associati