CENTRO AGGREGAZIONE GIOVANILE

L'idea di progetto è quella di riqualificare un'area periferica della città attraverso la creazione di una spazio di aggregazione giovanile inserito in un contesto verde di 2000 mq.
Città: QUISTELLO
Nazione: ITALIA
Tipologia: MIXED USE
Progettista Architettonico: MARIO CUCINELLA ARCHITECTS (MC A)
Date: 2017
Il progetto si colloca in un’area residuale ai margini del centro storico di Quistello, all’interno del tessuto urbano consolidato. L’idea è riqualificare questa porzione rimasta abbandonata negli anni con la creazione di un piccolo parco urbano di 2000 mq e una struttura di aggregazione dedicata ai giovani. Il nuovo centro dovrà rispondere principalmente alle esigenze della fascia d’età compresa tra 0 e 18 anni, ma presenta una flessibilità tale da permettere l’utilizzo di questo impianto anche a fasce di età superiori. La costruzione è formata da un volume unico a un solo piano, articolato in due spazi principali di 60 e 150 mq per le attività principali oltre agli spazi di servizio. È rivestita da una pelle vetrata, schermata esternamente mediante tendaggi, in modo da generare una forte connessione con il disegno del parco esterno. Le vetrate consentono l’ingresso della luce solare, e quindi la formazione di un ambiente luminoso. La suddivisione della schermatura in diversi tendaggi esterni permetterà di modulare la quantità di luce e quindi di usufruire di un’illuminazione naturale nei diversi periodi dell’anno. Lo spazio esterno sarà trattato parzialmente a giardino e pavimentato. La parte pavimentata sarà posizionata principalmente di fronte all’edificio, in modo da formare una piccola piazza utilizzabile anche per eventi esterni. La struttura è interamente in cemento armato, grazie al quale si ottiene un’inerzia termica elevata che compensa la leggerezza delle facciate. Anche questo progetto segue i principi della sostenibilità ambientale, per ridurre la domanda di energia per il funzionamento dell’edificio e ottimizzare i livelli di comfort in ambiente nelle aree esterne e interne. 

Crediti fotografici: G. Bellipario