ACCADEMIA MONT CENIS

L’architettura high-tech è simboleggiata dai complessi per uffici e dalle grandi spettacolari costruzioni in metallo e vetro dei protagonisti dell’architettura internazionale.
Città: HERNE
Nazione: GERMANIA
Tipologia: MIXED USE
Progettista Architettonico: JOURDA ARCHITECTES
Date: 1999
Francoise- Hélène Jourda, in collaborazione con Perraudin Architectes, la interpreta in modo del tutto originale, sviluppando realizzazioni in cui si integrano elementi low-tech con punte tecnologiche e tendenze più recenti dell’innovazione, risolte in un mix equilibrato sotto il profilo formale, sostenibili ed energeticamente efficienti. Antesignana dell’high tech consapevole, ripercorriamo con lei le tappe più caratterizzanti della sua evoluzione progettuale attraverso le realizzazioni più importanti.  
La sede dell’Accademia Herne-Sodingen nella Ruhr è sicuramente la sua opera più significativa, quella che compendia, rielaborandoli, i punti salienti del suo pensiero architettonico. 
Si presenta come una struttura polifunzionale di 7.100 metri quadrati: è un intervento complesso, con marcate caratteristiche innovative, soprattutto per quanto concerne la sostenibilità. 
Si voleva offrire una sede adeguata al Centro di Formazione del Ministero dell’Interno del NRW ed al contempo ospitare una serie di altre attività connesse alla funzione principale: una biblioteca, alloggi ed altri spazi di relazione. Il tutto su di un’area industriale dismessa da bonificare, all’interno di quel progetto complessivo di riqualificazione ambientale che è stata l’IBA Emscher Park. 
L’idea vincente ha racchiuso i nuovi volumi, distribuiti tra due edifici in linea, paralleli e leggermente divergenti tra loro, in un involucro di vetro, una serra in grado di garantire agli spazi interni un microclima protetto, indirizzato a favorire la sosta. 
La sfida, vinta, è stata quella di riuscire a coniugare ad una bella architettura l’impiego di energie rinnovabili, di grande rilevanza all’epoca. Non dimentichiamo che il concorso risale al 1992. L’insieme ricorre al contributo dell’energia solare, tanto in forma passiva, attraverso l’involucro vetrato esterno, che configura una zona cuscinetto di accumulo con effetto riequilibratore, quanto in forma attiva, grazie ad un impianto da 1 MW, prodotto con pannelli fotovoltaici collocati sul coperto; recupero dell’acqua piovana e suo reimpiego per gli usi compatibili; controllo sulla permeabilità del terreno, riconducendo l’acqua in modo naturale all’interno del suo ciclo; il contributo offerto dalla struttura in vetro della serra al controllo della temperatura interna è potenziato dall’esistenza di masse d’acqua e piante, che con la loro presenza contribuiscono anche a migliorare la qualità complessiva dell’intervento. Viene utilizzato abbondantemente il legno naturale, lasciato invecchiare in modo spontaneo. 

Crediti fotografici: Perraudin Architectes