Riqualificazione edifici via Cantù/Orefici a Milano.

Il complesso formato da due palazzi dell'Ottocento, su cui è intervenuto lo studio Barreca & La Varra, è in parte in aderenza proprio al Palazzo di Blackstone.
Città: MILANO
Nazione: ITALIA
Tipologia: TERZIARIO
Progettista Architettonico: BARRECA & LA VARRA
Status: REALIZZATO
Inaugurazione: 2019
Ai piani superiori vi sono gli uffici, «prevalentemente dedicati alla banca Rothschild & Co Italia (i cui interni sono firmati dallo studio Gbpa Architects di Antonio Gioli e Federica De Leva, nda) e allo studio legale K&L». «Per quanto riguarda la parte esterna dell'edificio, l'idea è stata quella di pulire la facciata e aprire al piano terra e al primo piano delle grandi vetrine, nel rispetto della modularità e del ritmo del prospetto», riferisce Giovanni La Varra. « Il progetto è molto mimetico: gli interventi hanno riguardato o l'interno della corte o le parti alte, ma in condizioni tali per cui dai punti di vista notevoli, come l'angolo di piazza del Duomo o l'angolo opposto di piazza Cordusio, questi elementi non sono visibili e sono integrati nel contesto. Hanno tra l'altro una cromia in tono e in continuità con l'edificio stesso», spiega ancora l'architetto. Un calibrato sistema di luci definisce inoltre l'immagine notturna del complesso. «Abbiamo realizzato anche un'operazione di miglioramento energetico, incrementando l'isolante, eliminando i ponti termici e sostituendo tutte le finestre», continua Barreca. La corte dell'edificio è stata chiusa con una copertura di vetro e acciaio dal volume complesso. «L'edificio più grande – a parlare è ora La Varra - è asimmetrico perché ha un corpo che guarda su via Orefici alto quattro piani e un corpo retrostante di cinque». «Abbiamo demolito – continua - la facciata a "C" del quinto piano e l'abbiamo trasformata in una grande vetrata che dà accesso ad un piccolo balcone affacciato sulla corte, prima non praticabile». Sul tetto gli impianti sono inoltre stati schermati con dei rivestimenti pensati anche per non disturbare la vista dai tetti limitrofi. «Al primo piano – conclude Barreca – il collegamento che tiene insieme i due edifici, da semplice ponte, è stato trasformato in un elemento di architettura che sui due lati ha degli spazi collettivi: dei terrazzi ad uso degli uffici. È diventato un corpo aggiunto in coerenza col contesto, ma che mostra la sua contemporaneità, quindi un prisma di acciaio e vetro. Inoltre, all'ultimissimo piano abbiamo demolito un corpo aggiunto e fatiscente, e, traslando alcuni metri quadri di Slp, abbiamo realizzato una sala anch'essa tutta vetrata, dotata di una specie di piccolo porticato davanti che la mette in ombra». L'intervento ha condotto, inoltre, alla conservazione e alla valorizzazione della ricchezza materica delle due scale nobili dell'edificio più grande.

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