Ingegneria site-specific

La costruzione di one airport square è stato una sortIndustrializzazione in opera tecnologie ibride che integrano la prefabbricazione in officina con le tecniche del più tradizionale 'getto in opera'
“Cosa accadrebbe se un edificio fosse come un “nido”? Se lo fosse, sarebbe realizzato con materiale locale, sarebbe specifico del suo luogo e del suo clima. Consumerebbe l'energia necessaria senza rinunciare al comfort … sarebbe proprio quello che dovrebbe essere”. 
Queste parole, dell'architetto americana Jeanne Gang, sono un’eccellente sintesi del progetto di One Airport Square che coniuga l’innovazione con la specificità del luogo, attuando sinergie tra le diverse istanze del ciclo sostenibile che afferiscono alla sfera energetica, ambientale, culturale ed economica. Da un punto di vista progettuale, questo ha significato un percorso di ricerca costante del miglior equilibrio tra le ambizioni di un processo industriale evoluto e l'identità del territorio cioè, le condizioni climatiche, le tradizioni culturali figurative, fino al dialogo con le maestranze. La complessità di queste interfacce trova la sua simbolica iconografia negli Intrecci del “nido”, ovvero in quella griglia portante in calcestruzzo faccia a vista che i progettisti chiamano il “cesto”. Un “cesto”, la cui trama è simbolo di integrazioni multiculturali, ma anche di protezione di una leggera pelle in vetro. 
La connotazione teorica e funzionale, così come linguaggio estetico e tecnologico trovano quindi nel progetto un'unica e potente sintesi. 

Pubblicato su Modulo 400, aprile/maggio 2016
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