Pubblicato il 6 maggio 2019

Il raffrescamento estivo con il sistema a cappotto

Abitare sostenibile è uno slogan sempre più utilizzato, ma non sempre sono chiari i parametri di riferimento per i quali un edificio si possa definire sostenibile. In concreto, abitare sostenibile implica in primo luogo realizzare un isolamento ottimale dal caldo e dal freddo, in grado di ridurre i consumi, far risparmiare denaro agli abitanti ed energia alla casa e assicurare un basso impatto ambientale offrendo un habitat confortevole e salubre. Solo mediante questo tipo di intervento assolutamente prioritario rispetto a tutti gli altri inizia a prendere vita il progetto di costruzione sostenibile, attorno al quale ruotano poi molti altri elementi, quali, ad esempio, la scelta degli impianti, i serramenti, le vernici, gli arredi e gli accessori per interni che devono essere coerenti con un progetto basato sul risparmio energetico e la sostenibilità. Per conseguire il risultato di un edificio realmente sostenibile, l’attenzione alla qualità dei prodotti impiegati è una questione di estrema importanza. Per quanto riguarda i Sistemi di Isolamento Termico a Cappotto, il primo passo da compiere per essere certi di impiegare solo soluzioni di qualità è quello di scegliere sistemi certificati dal produttore, e non ricorrere a prodotti assemblati con materiali di diversa provenienza e non testati per garantire, assieme, la massima efficacia. Studi scientifici, condotti sul tema di raffrescamento estivo, si basano su simulazioni analitiche con lo scopo di valutare l’influenza dell’isolamento termico sulla domanda di energia per il riscaldamento e il raffreddamento in diverse località europee e zone climatiche. Queste simulazioni determinano la quantità di calore, sotto forma di combustibile o gas naturale, che occorre fornire all’edificio per garantire una temperatura operativa interna di 20 °C durante il periodo invernale e la quantità di energia che in estate deve essere rimossa dalla struttura, per mezzo di un sistema di raffreddamento, al fine di limitare la temperatura dell’aria interna a un massimo di 25 °C. In questo modo è possibile determinare l’entità di energia primaria richiesta per il riscaldamento e il raffreddamento e stabilire il fabbisogno energetico di un edificio durante tutto l’anno. Questi dati sono anche la base per la valutazione deibenefici generati dall’isolamento termico dell’involucro nelle diverse fasi stagionali. I risultati confermano che in tutte le zone climatiche europee, l’aumento del livello di isolamento genera una sensibile diminuzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento invernale. Questa riduzione va dal 90% per gli edifici nei climi baltici all’80% per gli edifici nei climi mediterranei. Con riferimento al solo consumo estivo, un maggiore livello di isolamento permette di ridurre del 50% la quantità di frigorie richieste nel periodo estivo e quindi di dimezzare il consumo elettrico dei condizionatori per il raffrescamento. I benefici dell’isolamento, nei climi mediterranei, non riguardano solo la riduzione del consumo di energia ma anche il livello di comfort degli ambienti abitati: il numero di ore annuali con temperatura interna superiore a 25 °C può essere ridotto fino al 75% adottando un livello di isolamento eccellente. In climi caldi o in presenza di forte irraggiamento solare, è consigliabile adottare sistemi di isolamento a cappotto con finiture chiare con alta riflessione alla luce, con IR superiore al 30% o, nel caso si vogliano usare colori scuri, soluzioni termoriflettenti con alto TSR in modo da non surriscaldare la facciata e non sollecitare inutilmente il sistema isolante.
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