ZURICH INSURANCE COMPANY ITALIAN HEADQUARTERS

Città: ZURIGO
Nazione: SVIZZERA
Tipologia: EDIFICI PER UFFICI
Progettista Architettonico: SCANDURRASTUDIO
Date: 2009
La nuova sede della Zurich Italia è inserita nel masterplan per le aree ex Carlo Erba, un tempo destinate alla produzione industriale sostanzialmente interna all’isolato, fisicamente recintato rispetto alla città e non attraversabile. L’opportunità di aprire questo perimetro e di far fluire all’interno il tessuto urbano ha fortemente condizionato ogni scelta progettuale: l’intero insediamento viene pensato permeabile, parte integrante del parco, l’interno pubblico dell’area uno spazio non solo di arrivo ma anche di attraversamento, dove lo spazio collettivo pubblico si ibrida con quello privato. Il basamento è pensato come brano di paesaggio, attraversa fluidamente il soprastante volume, integrando gli spazi destinati ad archivio e le funzioni a più stretto contatto con la strada, in un sistema articolato di percorsi che conducono al grande vuoto centrale, un giardino con alberi ad alto fusto sovrastato dalla corte interna. Un ordine gigante di pilastri sostiene direttamente il primo solaio che è quello della piazza sopraelevata, una grande terrazza che si affaccia sul giardino e concentra le funzioni comunitarie aziendali. I volumi che accolgono gli uffici sono pensati per ottimizzare le percentuali di spazio destinato alla distribuzione in relazione alla superficie utilizzabile. Il corpo più alto a ovest si confronta con la grande dimensione del parco, è la facciata principale: una sala di rappresentanza coperta con una struttura geodetica conclude il volume come una lanterna verso il centro della città richiama l’idea di un riferimento urbano e di un luogo da cui osservare. L’edificio è un ibrido tipologico, un edificio a basamento e un edifico su pilotis, un impianto che abbina l’incisività e la misura volumetrica dei corpi a stecca con la calma della corte interna e la lievità di un oggetto sollevato e trasparente con la rudezza del grande oggetto “naturale” sospeso.
Crediti fotografici: Filippo Romano