UNIVERSITÀ LUIGI BOCCONI

Grafton Architects ha inaugurato nell’ottobre 2008 il nuovo edificio per l’Università Bocconi, una delle istituzioni culturali e formative più importanti di Milano, situato tra viale Bligny e via Roentgen.
Città: MILANO
Nazione: ITALIA
Tipologia: ISTRUZIONE
Progettista Architettonico: GRAFTON ARCHITECTS
Date: 2008
Il progetto inizia nel 2001, quando l’Università bandisce un concorso per la progettazione di un ampliamento che riunisse, all’interno di un unico complesso, 883 uffici, un’aula magna da 1.000 posti corredata di foyer, spazi per convegni e un parcheggio interrato da 190 posti auto. 
La proposta di Grafton Architects, vincitrici del concorso nel 2002, ha mirato alla realizzazione di un edificio che non venisse percepito estraneo alla storia e al contesto milanese, ma piuttosto come un pezzo di città. 
Il nuovo edificio, che occupa un lotto rettangolare di 70 x 160 metri all’interno del complesso universitario, è concepito come un volume compatto e austero ma al tempo stesso aperto e permeabile verso la città. 
La struttura è stata sviluppata a partire dalla sovrapposizione di tre elementi: il basamento seminterrato, un livello alla quota stradale e un “fascio” sospeso per gli uffici. 
Il basamento interrato ospita al suo interno un’aula magna da 1000 posti, un foyer di 2.500 metri quadrati e uno spazio espositivo da 500 metri quadrati. 
Il livello di accesso alla quota stradale, invece, è in gran parte restituito alla città: l’edificio infatti è arretrato rispetto a via Bligny e via Roentgen per realizzare uno spazio pubblico di 18 x 90 metri che richiama lo spazio antistante l'Ospedale Maggiore. Anche a questo livello è possibile vedere l’imponente volume dell’aula magna, che incornicia una grande “finestra su Milano”. 
Infine, la parte superiore è costituita da blocchi longitudinali sospesi e ospita al suo interno 731 uffici e 34 sale riunioni. 
Dal punto di vista della sostenibilità ambientale, Grafton Architects ha lavorato molto sul rivestimento esterno al fine di proteggere gli ambienti interni dal rumore e dalle radiazioni solari, oltre che sulla possibilità di offrire ventilazione ed illuminazione naturali agli uffici e agli spazi pubblici sottostanti. L’utilizzo combinato delle vetrate e dell’illuminazione artificiale graduale ha permesso di limitare il fenomeno dell’abbagliamento mentre, per fornire energia al sistema di riscaldamento, si è scelto di utilizzare una pompa geotermica in grado di sfruttare il calore dell’acqua della falda. 
Il progetto si è aggiudicato, a una settimana dall’inaugurazione, il premio “World Building of the Year Award” come miglior edificio dell’anno al World Architecture Festival, tenutosi a Barcellona. 

Crediti fotografici: Brunetti, Guido Antonelli