UFFICI DEL TRIBUNALE DI GIUSTIZIA

Il progetto per i nuovi uffici del Tribuna di Giustizia a Venezia, vincitore di un concorso internazionale indetto 2002, è l’occasione per restituire al capoluogo lagunare un’area inaccessibile. Il complesso della Ex-Manifattura Tabacchi, situato a poca distanza dalla stazione di Santa Lucia, è diventato la sede del nuovo tribunale di Venezia, accorpando tutti gli uffici giudiziari prima sparsi in diversi palazzi storici della città.
Città: VENEZIA
Nazione: ITALIA
Tipologia: ISTITUZIONI
Progettista Architettonico: C+S ASSOCIATI
Date: 2012
Di questo comparto integrato, il blocco terziario firmato da C+S Associati è stato il primo ad essere concluso e si configura come una lama innestata nel vuoto esistente affacciato su piazzale Roma. 
L’orientamento fortemente longitudinale tramuta il fabbricato in una grande hall di accesso per distribuire i flussi che rigenerano una parte importante della città di Venezia e in un’infrastruttura in parte pubblica tale da dare ordine e sistema ai volumi esistenti. 
Il grande atrio collettivo infatti, aperto alla città di giorno, ospita spazi commerciali che arricchiscono il network di servizi rivolti ai cittadini. Negli altri piani dell’edificio, invece, impianti tecnologici destinati a tutta la ex Manifattura Tabacchi, uffici del tribunale di sorveglianza, cancellerie e archivi articolano l’apparato funzionale. 
La dimensione dell’edificio si confronta alla scala urbana sia con il grande vuoto di Piazzale Roma, essendo posizionato sul fronte opposto al ponte di Calatrava, sia con la dimensione generosa del vuoto degli edifici ottocenteschi della Ex-Manifattura Tabacchi, volumi di grande suggestione spaziale, per la grande parte caratterizzati da un sistema di illuminazione zenitale. 
L’intervento di C+S Associati ha una forma semplice e compatta, rivestita interamente in rame preossidato come le coperture degli edifici monumentali veneziani e manipolata in altezza per connettere lo skyline dei volumi dei parcheggi multipiano al sistema urbano delle tese industriali ottocentesche. 
Verso Piazzale Roma, l’edificio non si appoggia a terra, generando uno sbalzo di cinque metri che diviene l’ingresso deputato a raccogliere i flussi e a smistarli nel nuovo sistema: il fulcro di distribuzione esplode all’interno di uno spazio di sette piani illuminato dall’alto su cui si svolge una scala metallica illuminata da bucature che punteggiano la facciata. 

Crediti fotografici: C+S Associati