THE NEW TATE MODERN GALLERY

Città: LONDRA
Nazione: REGNO UNITO
Tipologia: CULTURA
Progettista Architettonico: HERZOG & DE MEURON
Date: 2016
La Tate Modern è riuscita, sin dal 2000, a cambiare il volto di Londra. L’impatto che ha avuto sull’ambiente urbano non si è solo limitato agli adiacenti South Bank e Southwark ma ha anche sostanzialmente trasformato lo stile di vita artistico, sociale e culturale della città. La nuova Tate Modern si pone in questo scenario, come rafforzativo del ruolo dell’architettura nella trasformazione della città e dei modelli di vita. Con il suo nuovo ingresso Sud, e il nuovo passaggio pubblico chiamato Turbine Hall, l’edificio accompagna le persone dal Tamigi alla nuova piazza urbana a Sumner Street, prolungandosi fino a raggiungere il Southwark. La Tate Modern è uno dei musei di arte contemporanea maggiormente visitati; proprio per questo motivo Herzog & De Meuron si sono posti l’obiettivo di stabilire un nuovo modello di museo per le arti contemporanee. Il progetto si compone infatti di numerosi spazi multimediali, didattici e sociali al fine di trasmettere il principio inclusivo del museo non solo ai visitatori, ma anche alla comunità locale. In stretta collaborazione con la Tate, gli architetti hanno scolpito un percorso chiaro all’interno di un’intricata giungla di informazioni da prendere in considerazione per la visita della galleria. Il risultato finale di questo processo è stata la creazione di percorsi condensati all’interno di un involucro piramidale a sua volta generato a partire dalle geometrie degli edifici circostanti. Punto di partenza per il progetto del nuovo edificio sono stati gli scenici serbatoi sotterranei di carburante. Il primo passo di Herzog & De Meuron, nel progetto di riconversione della centrale energetica, è stato quello di ricercare una dimensione umana dello spazio. Proprio per questo hanno cominciato a scavare al suo interno la Turbine Hall così da trasformare la grande vastità dell’edificio in una realtà tangibile per l’uomo. I serbatoi di carburante sono serviti proprio a questo, determinando il modulo volumetrico su cui si è sviluppato tutto il progetto, dalle fondamenta agli spazi esterni. Essi sono stati il punto di partenza per un approccio intellettuale e curatoriale che ha drasticamente trasformato il metodo di progettazione dei musei d’arte contemporanea del Ventunesimo secolo. Si sono previsti quindi spazi espositivi, grandi o piccoli, a pianta libera lasciati in uno stadio primordiale così da potersi adattare a qualsiasi tipo di evento. Ad essi si sono agganciati spazi didattici multifunzionali la cui funzione è garantita dalla tecnologia multimediale ormai fondamentale per qualsiasi tipo di evento culturale. Così come raddoppiano gli spazi destinati alla galleria, aumentano anche i mq dedicati agli spazi pubblici. Ma non è solo la distribuzione degli interni che ha pesato sulla formalizzazione del progetto definitivo. Herzog & De Meuron non hanno dimenticato infatti di sottolineare il ruolo fondamentale del museo quale punto di riferimento per l’orientamento all’interno del tessuto urbano. Sia da Nord che dalle rive del Tamigi è possibile vedere la Switch House sorgere dietro il grande camino della centrale energetica, senza mai entrare in competizione con esso. Altro obiettivo perseguito dai progettisti è quello di combinare gli elementi della Tate Modern, nuovi e vecchi, al fine da esprimere l’intero complesso come un organismo unico. La riuscita di ciò è dovuta all’utilizzo della stessa tipologia di mattoni della centrale energetica applicati però in una maniera completamente nuova. È stato infatti creato uno schermo in mattoni perforati in grado sia di far entrare la luce del giorno e di lasciar libera la luce interna di far brillare l’edificio durante la notte.La dinamicità della parete in mattoni non si limita al suo rapporto con la luce, essa è composta da una particolare tessitura che, in uno degli spigoli della piramide, inclina i mattoni al fine di romperne la rigida geometria. Queste due semplici azioni, cambiano drasticamente la percezione del materiale di cui si costituisce la facciata. Essa non è più un pesante involucro laterizio ma una leggera vela che abbraccia lo scheletro del nuovo edificio e assume connotazioni sempre diverse in base al punto di vista. Così come una vela danza nel vento, la New Modern Tate Gallery danza, in questo modo, nel cielo di Londra.  
Crediti fotografici: Luc Boegly & Sergio Grazia, Iwan Baan, Switch House, Tate Modern, Radu Malasincu