TERMOVALORIZZATORE DI POGGIBONSI

Collocato nel territorio del Comune di Poggibonsi, il progetto di ampliamento dell’impianto di trattamento rifiuti e di potenziamento della termoutilizzazione ha comportato la costruzione di una nuova linea di incenerimento, l’ampliamento e l’unificazione delle fosse dei rifiuti, la sopraelevazione dell’esistente edificio per uffici, un nuovo blocco destinato al ciclo termico, un nuovo insediamento destinato all’accoglienza e alla direzione nonché una consistente sistemazione delle superficie esterne con aree dedicate di parcheggio insediate nel lotto già precedentemente occupato.
Città: POGGIBONSI
Nazione: ITALIA
Tipologia: INDUSTRIA
Progettista Architettonico: NEPI TERROSI ARCHITETTI ASSOCIATI
Date: 2010
La notevole dimensione dei fabbricati, dotati di un’altezza compresa tra i 30 e i 23 metri, ha determinato una preoccupazione di carattere ambientale: l’impossibilità di una loro mitigazione mediante strutture naturali di schermatura o opere di conformazione del suolo ha suggerito la scelta di un volume compatto capace di contenere le funzioni richieste, diventando elemento di costruzione di un nuovo paesaggio artificiale. 
L’ordine delle diverse sezioni impiantistiche è stato raggiunto mediante un duplice piano progettuale che ha tenuto conto, da una parte, delle esigenze di protezione delle macchine e degli addetti e, dall’altra, del massimo risultato di leggerezza in rapporto al contesto naturale circostante.  
La necessità di lavorare sulla leggerezza era anche determinata dal fatto che l’enorme densità degli impianti impediva un agevole appoggio in più punti della struttura del contenitore: è stata pertanto ideata una griglia di grandi portali reticolari in acciaio zincato, posti a distanze di 7 e 8 m e capaci di superare i 40 m di ampiezza in prossimità dell’area interessata dai macchinari. La maggior parte di queste strutture ha un’altezza di 23 m, tranne quelle di copertura del nuovo forno che raggiungono una quota massima di 30 m. I tralicci di collegamento tra i portali, distribuiti lungo il perimetro del fabbricato, realizzano uno scheletro strutturale sul quale viene applicato il rivestimento esterno.  
L’involucro diviene strumento di comunicazione delle attività svolte nell’edificio e modalità di interpretazione della natura tecnologica delle funzioni svolte: la brutalità del cemento armato pigmentato con l’ossido nero comunica la durezza dell’attività svolta nelle fosse; la pelle di alluminio avvolge tubazioni e apparecchiature dando vita ad una pelle cangiante e luminosa. 
Il progetto sviluppato da Nepi Terrosi Architetti Associati ha infine perseguito la massima razionalità nel sistema dei flussi e dei movimenti separando l’accesso dei dipendenti da quello dei visitatori che sono chiamati a conoscere le più avanzate tecnologie industriali di trattamento rifiuti e gli oggetti d’arte riferibili al riciclo di materiali. 

Crediti fotografici: Carlo Vigni