TECHNOLOGY TRANSFER CENTER

Il Technology Transfer Center, collocato in un’area periferica della città di Logrono, capitale della regione La Rioja, ospita attvità dedicate alla formazione e alla ricerca, oltre a una vasta gamma di servizi informatici per le aziende.
Città: LOGRONO
Nazione: SPAGNA
Tipologia: MIXED USE
Progettista Architettonico: FOREIGN OFFICE ARCHITECTS
Date: 2007
Il complesso è composto da tre aree funzionali dove si trovano:
-un centro nazionale per corsi di informatica;
-un centro di Technology Transfer per la ricerca e l’alta formazione;
-un centro servizi informatici per le aziende.

Il lotto occupa un terreno pianeggiante lungo il conine est del fiume Iregue, che il Governo utilizzava come zona protetta per specie della fauna locale in estinzione. Gli obiettivi urbanistici prevedevano di potenziare l’area ed integrarla in un Metropolitan Park System dove realizzare un centro commerciale, un complesso residenziale ed una centrale di purificazione idrica. Sono previste nuove infrastrutture ed una nuova arteria di circonvallazione a nord di Logrono che collegherà la città al complesso: lungo questa viabilità di piano si concentreranno i servizi di trasporto pubblico ed i percorsi pedonali che, grazie al recupero delle sponde del fiume, faranno parte del nuovo Iregua Park River.
Il contesto naturalistico è, quindi, estremamente scenografico e suggestivo: un’opportunità per i Foreign Office Architects di dimostrare la loro abilità nella progettazione di organismi in simbiosi con il paesaggio. Orografia e vegetazione diventano parte del progetto: costruzione e landscape sfumano i loro confini e si tramutano in un evento topografico, dove il dialogo tra natura e tecnologia non è più una competizione ma una reciproca sintonia. Il complesso è organizzato in modo che le tre diverse funzioni, nel rispetto delle proprie autonomie gestionali, si integrino in una struttura unica: l’obiettivo è facilitare la comunicazione, ma anche la sicurezza e i costi di manutenzione.
La planimetria presenta una geometria regolare e fronti lunghi: una strategia che potenzia la superficie esterna e quindi i piani di interfaccia e dialogo con la natura. Le classi per la didattica e gli uffici, che costituiscono la maggioranza degli spazi funzionali, sono organizzati lungo un corridoio lineare che si snoda, come un nastro, lungo tutta la pianta. Questo sistema genera due tipologie di prospetti: quello della distribuzione che si affaccia sui giardini e cortili interni; quello delle funzioni collettive che guarda verso gli orizzonti liberi in direzione del fiume e i poderi delle fattorie.
La morfologia a forte sviluppo orizzontale adotta l’asse di orientamento nord-sud, parallelo alle curve di livello del confine occidentale del lotto. Morfologia e orientamento assecondano quindi la vegetazione e le pendenze del terreno: la ricca fila di olmi diviene così parte di un disegno di bordura delle corti verdi lungo il Camino de Los Lirios. La costruzione raggiunge i due piani ma senza che siano mai chiaramente percepiti: la modellazione del terreno trasforma i rapporti di scala dell’edificio accessibile dal livello rialzato del contesto urbano circostante. La quota stradale è assimilata al livello della copertura che diviene, infatti, un belvedere pedonale con splendide viste del parco. Le facciate dell’edificio sono schermate da filari di rampicanti che, oltre a costituire una soluzione naturale di schermatura solare, stabiliscono una continuità topografica tra costruito e natura: un’architettura nascosta completamente assimilata al paesaggio. Il progetto è una chiara elaborazione di dialogo con la natura a cui appartiene un tassello integrante. 

Di Cristina Donati
Pubblicato su Modulo n. 350 aprile 2009

Fotografie: courtesy Sergio Padura