TEATRO DELL'OPERA DANESE

L'idea di realizzare un nuovo Teatro dell’Opera Danese nacque nel 2000, quando la città di Copenaghen, insieme ad altre istituzioni, chiese allo studio Henning Larsen un progetto per l'area del porto con l’intento di riqualificarla e di sviluppare un nuovo centro di aggregazione.
Città: COPENAGHEN
Nazione: DANIMARCA
Tipologia: CULTURA
Progettista Architettonico: HENNING LARSEN
Date: 2004
Il punto di vista proposto dallo studio Henning Larsen fu quello di creare un polo d'attrazione sull'acqua, formato da tre grandi volumi per attività commerciali, culturali e nuove residenze. 
L'Opera House rappresenta il primo passo di questo consistente intervento di riqualificazione urbana. L'edificio si colloca sull’isola artificiale di Dokøen, in uno spazio dell'area portuale di Copenaghen che costituisce una delle migliori posizioni per elevare l'Opera ad importante punto di riferimento nel panorama circostante. 
I visitatori vengono accolti in un ampio foyer su cui si affacciano quattro livelli di balconate di varia larghezza che permettono a diverse quote e rendono dinamico lo spazio. L'ampia vetrata del fronte del teatro rende il foyer luminoso, consentendo un diretto contatto visivo con l'acqua e le attività all'esterno. La struttura in vetro è inoltre dotata di bianchi tessuti che azionati meccanicamente si distendono per offrire protezione contro i bassi raggi solari del pomeriggio. 
L’edificio ospita al suo interno l’auditorium, con quattro ordini di palchi, una sala per le prove dell’orchestra, una sala prove per gli artisti, una zona per ricevimenti, un bar e alcuni spazi funzionali e di supporto al teatro. 
L’auditorium, che può ospitare da 1.400 a 1.700 persone è caratterizzato da una forma armoniosa che ricorda una conchiglia ed è rivestito esternamente da pannelli curvi di legno d’acero dorato all’esterno e più scuro all’interno. 
La sala prove per l’orchestra è posta 14 metri sotto il livello del mare. La scelta dello studio Larsen è stata quella di realizzare per questo ambiente un livello specifico, interrato, posto al di sotto dei piani impiantistici. Le considerevoli dimensioni della sala, rivestita con piccole doghe di legno di frassino per la pavimentazione e pannelli traforati per le pareti, permettono di accogliere fino a 120 persone tra musicisti, solisti e coro. 
Lo spazio per le prove e le rappresentazioni degli artisti si trova invece al primo piano. La sala può ospitare fino a 200 persone ed è stata pensata per essere utilizzata anche in concomitanza con le funzioni del teatro. L'idea era quella di fare dello studio stage un'entità indipendente che potesse essere affidata temporaneamente a gruppi privati di cantanti, ballerini, attori. 

Crediti fotografici: Henning Larsen