TEATRINO DI PALAZZO GRASSI

Originariamente all’aperto e costruito nel 1951 con la costituzione del Centro Internazionale delle Arti e del Costume, il teatrino è stato successivamente coperto nel 1961 per ospitare ricevimenti, sfilate di moda e rappresentazioni teatrali. Con la chiusura del Centro internazionale delle arti e del costume nel 1983 il teatro ha terminato la sua attività ed è stato lasciato in completo stato di abbandono.
Città: VENEZIA
Nazione: ITALIA
Tipologia: CULTURA
Progettista Architettonico: TADAO ANDO ARCHITECT & ASSOCIATES
Date: 2013
L’intervento di Tadao Ando è partito dalla regolarizzazione della copertura che è stata trasformata con un’unica pendenza uniforme e realizzata con lamine continue in lega di zinco che riprendono l’antica tipologia dei tetti storici realizzati in lamine di piombo. 
Esternamente il volume è un parallelepipedo uniforme sagomato solo sulle porzioni in facciata e retrostante per preservare e mantenere esattamente lo stato originario delle parti esterne.  
Internamente Tadao Ando ha inserito internamente un volume completamente nuovo che definisce il vero e proprio ambito teatrale e ne modella lo spazio. 
Questo volume definisce due ambiti principali che caratterizzano il progetto funzionale e architettonico. Il primo è un auditorium che vede la presenza di un palco, un backstage con un’area tecnica e una gradonata con le poltrone per il pubblico. 
Il secondo è un grande foyer contraddistinto da grandi aperture sagomate a triangolo sulle pareti, che garantiscono il passaggio libero agli ambienti adiacenti, e dal grande lucernario triangolare che dà luce a tutto l’ambiente. 
 Le strutture verticali all’interno dell’edificio sono state eseguite mediante un’integrazione tra le strutture in acciaio esistenti restaurate (i pilastri in acciaio perimetrali) e altre strutture in acciaio di nuova esecuzione che seguono in andamento le pareti curve presenti nel progetto architettonico. 
Queste strutture sono di sostegno, oltre che ai carichi verticali derivanti dalla copertura, anche alle particolari pareti studiate per garantire la perfetta insonorizzazione dell’auditorium. 

Crediti fotografici: Orsenigo Chemollo