SEDE AUTODESK

Città: MILANO
Nazione: ITALIA
Tipologia: EDIFICI PER UFFICI
Progettista Architettonico: GAS STUDIO
Date: 2012
Il contesto architettonico ha influito sulla progettazione degli spazi interni sia in modo positivo che negativo: l’immobile infatti non è esattamente un edificio per uffici, è privo di requisiti quali la flessibilità e l’efficienza. 
Caratteristiche del tutto originali che non si riscontrano nel 99% dei progetti per uffici contraddistinguono gli spazi. Doppie altezza, ambienti senza grandi aree rettangolari e profondità che offrivano l’opportunità per molti lay out differenti.
L’edificio, di grande spessore formale, è insediato nel cuore del designe  della moda, in via Tortona. Climatizzato con la tecnologia radiante, si è scelta una integrazione impiantistica per ottimizzare il comfort di aree quali le sale riunioni. Sotto il profilo del comfort acustico abbiamo integrato con accorgimenti specifici le superfici “dure” che producevano un forte riverbero: finestre, porte, pavimenti producevano. 

Prerequisito fondamentale al progetto, imposto da Autodesk, l’aspetto Green, e una progettazione informata ai criteri  della certificazione LEED. Non solo efficienza energetica e tipologia dei materiali, ma anche la provenienza dei materiali, la loro riciclabilità, la coibentazione… e inoltre la qualità dell’ambiente di lavoro, la qualità della luce, l’utilizzo virtuoso dell’acqua. L’obiettivo è stato raggiunto è oggi la sede Autodesk è certificata LEED Gold for Commercial Interiors.

Una richiesta di Autodesk è stata quella di creare un ambiente che integrasse l’anima internazionale del gruppo con l’identità italiana. La sfida era quella di comunicare la globalità dell’azienda, ma anche il forte radicamento nella cultura locale. La soluzione offerta dallo studio è stata quella di far emergere in modo forte la specificità tutta italiana per il design degli oggetti: arredi, illuminazione, ecc. Anche il concetto di muro, nostrano e non importato come l’uso di altri materiali, acciaio o legno, l’esperienza negli impasti, l’artigianalità di tutto ciò che è fatto da una mano, è stata una scelta ben definita: un muro rivestito con stucco veneziano spatolato a mano che segna il progetto.
Un terzo elemento è stato la decorazione delle sale: è eseguita con progetti finalizzati con software Autodesk, ma sono tutti di grandi progettisti e designer italiani.

Il colore dominante è il bianco. Ed è contro questo fondo bianco che risaltano gli oggetti colorati. Un altro elemento importante nel colore sono i pavimenti, quelli originali di progetto. Un terzo intervento di colore è stato il grande muro verde. L’idea principale è stata quella di creare un contrasto con l’ambiente che ha condotto alla scelta del verde. Lavorare sul colore ha generato una gran mole di idee anche in altri ambiti, ad esempio si è scelto di inserire nel cemento grigio degli oggetti “fossili”, come se fossero gli antenati dei software Autodesk o quello che c’era prima del suo avvento. Questo è diventato un leitmotiv molto interessante da sviluppare insediato in tutte le zone fino ad arrivare al bancone di ingresso.
L’attenzione al dettaglio è stata costante in questo progetto ed è stata centrale proprio per i desideri espressi dalla committenza. Autodesk ha specificatamente richiesto di dare vita a un progetto che parlasse della vocazione internazionale della società, ma allo stesso tempo riconoscesse l’importanza di “essere” italiani in termini di architettura. Come già detto l’idea era di affidare agli arredi il compito di rappresentare o evocare lo stile italiano. A questo proposito sono state scelte luci e mobili compiendo una selezione sempre più radicale fino a raggiungere quel risultato che a tutti sembrava convincente. 

L’altro elemento che ha caratterizzato l’attenzione al dettaglio nasce dai materiali scelti per il progetto. L’italianità è stata espressa attraverso le murature, lo stucco, che ricordano l’artigianato di altri tempi. Allo stesso modo, il fatto che alcuni banconi fossero fatti di cemento ha suggerito l’idea di inserire gli antichi strumenti per il disegno tecnico, che diventano preziose testimonianze del passato. Il tutto è stato accostato a elementi tecnologici come la scelta degli impianti a vista o le porte scorrevoli di vetro. Questo contrasto tra materiali fatti a mano e materiali più industriali ha creato una ricchezza visiva molto affascinante, un vero e proprio linguaggio che poi ha contraddistinto tutti gli interventi del progetto, come per esempio i phone boot che sono necessari per parlare al telefono senza disturbare i colleghi. 

Grande attenzione è stata anche dedicata all’acustica che ha generato diverse riflessioni. Uno spazio acusticamente “duro” mitigato dall’adozione delle “mele” appese, finalizzate al controllo dell’acustica. Altra soluzione è stata quella di utilizzare il cartongesso forato per controllare le acustiche disperse nello spazio.


da Modulo n.288
Crediti fotografici: Luc Boegly