PALAZZO DI GIUSTIZIA DI ANVERSA

Il 28 marzo 2005 è stato inaugurato il nuovo Palazzo di Giustizia di Anversa, realizzato dallo studio Richard Rogers Partnership in collaborazione con Ove Arup e VK Studios.
Città: ANVERSA
Nazione: BELGIO
Tipologia: ISTITUZIONI
Progettista Architettonico: ROGERS STIRK HARBOUR + PARTNERS
Date: 2005
Il complesso architettonico sorge al confine meridionale del centro storico, in un importante nodo infrastrutturale, dove il tessuto urbano è interrotto da un imponente svincolo autostradale. Per tale ragione, sin dalla sua ideazione, l’intervento vuole ricostruire questa frattura urbana, donando una nuova continuità spaziale e sociale al quartiere. 
Il percorso autostradale, infatti, è stato interrato rispetto al Palazzo e, nel suo sedime, è stata costruita una nuova piazza raggiungibile attraverso una serie di percorsi pedonali e una nuova linea tranviaria di superficie.
L’edificio svolge un importante ruolo segnico nel tessuto urbano, in quanto costituisce un nuovo ingresso simbolico alla città di Anversa, dotato di dimensioni e di una struttura morfotipologica particolarmente espressiva. 
Il complesso, infatti, ha una superficie totale di 78.000 metri quadrati ed è composto da 6 piani, di cui uno interrato e cinque fuori terra. L’altezza totale è di soli 15,75 metri sopra il livello del suolo. Il Palazzo di Giustizia è costituito da un “corpo nobile” posto al centro, attorno al quale si dipanano due ali laterali. 
All’interno, trovano spazio sei grandi aule e ventisei piccole sale di udienza, uffici, stanze per giudici e avvocati, una biblioteca, una caffetteria e una grande hall centrale vetrata, la “Salle des Pas Perdus”, che collega tra loro le due ali laterali. 
Le sei aule di udienza sono ricoperte con tetti aguzzi in vetro, che formalmente ricordano i velieri che solcano le acque del fiume Scheda, posto ai margini del complesso pubblico. Si tratta di corpi "paraboloidi iperbolici", formati cioè da una iperbole a sezione conica e da un paraboloide: ogni copertura è composta da quattro quadranti collegati tra loro, ciascuno dei quali forma un paraboloide iperbolico a una base quadrata. Le aule più piccole, invece, sono coperte con tetti in legno di dimensioni minori.
Il vetro è il comune denominatore dell’intervento: è, infatti, utilizzato indistintamente sulla facciata e sulla copertura come allegoria di tecnologia e innovazione. La scelta del materiale è dovuta a funzioni espressive e funzionali. La trasparenza del vetro si carica di un’importante valenza simbolica che, nel tempo lo ha reso materiale privilegiato nei progetti di Palazzi di Giustizia, basti pensare al complesso realizzato da Renzo Piano e Richard Rogers a Parigi nel 1977 o a quello ideato da Norman Foster a Singapore nel 2006. 
L’involucro vetrato, infatti, può essere inteso come metafora della trasparenza e della onestà che la giustizia deve assicurare ai cittadini. L’effetto di traslucenza permette anche di costruire un luogo accessibile e facile da percorrere, che non suscita alcuna intimidazione nei confronti di chi vi accede.
I vetri di nuova generazione si caratterizzano anche per le straordinarie prestazioni tecniche e ambientali: consentono di sfruttare le proprietà di isolamento termico e acustico, resistenza al fuoco e controllo solare. L'uso di materiali ecologici e lo sfruttamento della luce naturale testimoniano anche l'importanza assegnata ai temi della sostenibilità e della tutela ambientale.
Nella copertura vetrata dell'atrio d'ingresso (Salle des Pas Perdus) si è scelto un materiale composito, formato da un vetro esterno serigrafato e da una lastra interna stratificata di tipo Stratobel Top N di Glaverbel, che rappresenta un accorgimento obbligatorio per il tetto. La copertura delle ali del palazzo è costituita da una vetrata isolante e selettiva realizzata con Stopray Carat, sempre di Glaverbel, che garantisce ottime condizioni di protezione solare, isolamento termico e trasmissione luminosa. I soffitti trasparenti delle sale di udienza sono realizzati con vetrate isolanti composte da un vetro antifuoco Pyrobel (resistenza EI60) e da un vetro laminato a isolamento acustico Stratophone. Le pareti e le porte utilizzano il vetro antifuoco traslucido Pyrobel (EI60 e EI30) che assicura la riservatezza dei luoghi mentre la facciata è realizzata con Stratobel 1212.4 e 1010.4.
I progettisti hanno rivolto grande attenzione anche al risparmio energetico. La climatizzazione è ottenuta grazie all'effetto congiunto di ventilazione naturale e raffreddamento notturno: d'estate, le prestazioni di controllo solare del vetro contribuiscono al condizionamento degli ambienti interni, mentre d'inverno lo strato basso-emissivo del vetro garantisce un eccellente isolamento termico. 

Crediti fotografici: Rogers Stirk Harbour + Partners